Blog Tour: “Sei di Corvi” di Leigh Bardugo – Tappa Undici: Differenze di traduzione

Chi la conosceva già ha sofferto una lunga attesa, chi ancora non sa nulla può finalmente godere di qualcosa di meritevole.
Una cosa è certa: il Grishaverse di Leigh Bardugo è finalmente tornato in Italia grazie alla casa editrice Mondadori! Ci troviamo di fronte alla duologia di “Sei di Corvi”, la seconda saga ambientata in questo oscuro e pittoresco mondo che, se possibile, batte in qualità perfino la prima trilogia, iniziata con “Tenebre e Ghiaccio”. Ma non voglio svelare troppo, quanto parlare brevemente della traduzione italiana.

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Review Party: Recensione della “Trilogia dei Pirati” di Valerio Evangelisti

« Terra in vista!”. Qualche istante più tardi tutti poterono scorgere il profilo piatto della Isla Mujeres e la lunga spiaggia bianca che la delimitava a settentrione. Rogério trattenne il fiato. Era giunto il momento più difficile della sua avventura.  »

 
Anno 1685. Il portoghese Rogério naviga a bordo della sua nave fino a quando non viene attaccato da una flotta nemica. Si tratta del pirata Laurent de Graff, detto Lorencillo, temibile criminale che in breve prende il comando. Per avere salva la vita, Rogério si unisce alla banda di de Graff, nella speranza di poter scampare ad un tragico destino.
Quando si parla di pirati, è automatico andare a pensare a opere come la saga di Pirati dei Caraibi, o L’isola del tesoro, Il corsaro nero e tutte le altre storie che possono venirvi in mente. Le avventure che questi lupi di mare affrontano sono avvincenti, emozionanti e molto pericolose. C’è chi ne valorizza il divertimento, chi il dramma, chi ancora la bontà d’animo, perché dietro a grandi imprese spesso si nascondono valorosi obiettivi.
In una delle sue serie più note, Valerio Evangelisti esplora la figura del pirata in un contesto storico realmente esistito, citando fatti o persone che definiscono nel loro insieme l’epoca in cui sono accaduti e hanno vissuto. L’autore si sofferma sulle usanze del tempo e sugli assetti politici, che hanno un impatto notevole sulla lettura. Le descrizioni delle battaglie o delle torture effettuate sono crude e spietate, in contrapposizione all’amore e all’amicizia che sprigionano un calore che infonde entusiasmo e serenità. Lo stile di scrittura è scorrevole e incisivo, arriva dritto al punto trasmettendo i messaggi senza fraintendimenti. Non per questo trovo sia una trilogia adatta a tutti, soprattutto a chi non ama le scene violenti. Dal canto mio posso dire di aver sempre apprezzato la crudezza e sono contenta di aver finalmente potuto recuperare come si deve una storia che da tanto avevo in wishlist.
La consiglio a tutti coloro che sono desiderosi di avventure, che non si tirano indietro di fronte ai pericoli e all’occasione di azzuffarsi, agli amanti dei tesori e delle canzoni da bettole.

Review Party: Recensione di “Elric. La saga” di Michael Moorcock

« Questa è una storia di emozioni mostruose e di ambizioni sfrenate. È una storia di sortilegi, di tradimenti e d’ideali onorevoli, di sofferenze e piaceri spaventosi, di amore amaro e di dolce odio. Questa è la storia di Elric di Melniboné. »
 
Torna in Italia una delle saghe che ritengo essere un caposaldo del fantasy epico, in un’edizione preziosa che solo la collana Oscar Draghi di Mondadori poteva rendere tale. Questa è un’occasione unica per recuperare una storia assolutamente meritevole.

In un regno sempre più in decadenza, Elric, l’imperatore albino, regna incontrastato a cavallo tra lucidità e sregolatezza. Ma l’ombra dei Regni Giovani cresce sempre di più, pronta ad inghiottire ciò che anche il tempo vuole spazzare via. La battaglia per la difesa di Melniboné potrebbe essere ora più imminente che mai.

Elric è un personaggio affascinante e controverso, a cui non si può certo rimanere indifferenti. I sentimenti che prova, che siano tormento o amore, sono così intensi da risultare realistici e umani. Il viaggio che intraprende tra il terreno e il divino non è solo un cammino fisico, ma anche e soprattutto spirituale, che lo fa evolvere in una direzione non sempre ben definita, proprio per la forza e le debolezze che lo caratterizzano.

Gli anfratti di mondo che appaiono come una visione nell’occhio della mente contribuiscono all’ampliamento dell’immaginazione, che ora si trova ad esplorare nuovi scenari unici nel loro genere, come di fronte ad una delle grandi meraviglie che ben conosciamo.

Lo stile e il tono utilizzati da Michael Moorcock catapultano il lettore in un’atmosfera drammatica, cupa, ma assolutamente ipnotizzante, rendendo la lettura scorrevole, appassionante e coinvolgente.

La cosa più incredibile è come questa saga sia rimasta immutata nel tempo, dalla sua prima pubblicazione ad oggi. Al contrario del regno di Melniboné, l’opera poggia su fondamenta indistruttibili, che il tempo non fa altro che rafforzare attraverso l’energia, la condivisione e l’amore dei fan che sempre più crescono e non smettono mai di parlarne e tenerla in vita.

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Recensione: “Darkdeep. I segreti di Still Cove” di Ally Condie e Brendan Reichs

Ogni abitante di Timbers conosce la scogliera di Still Cove al suo limitare e sa da sempre un’unica importante regola: mai avvicinarsi a quel luogo. Misteri oscuri si dice vi si alberghino, pronti a catturare i malcapitati senza più lasciarli andare. Ma quando è Nico a finirvi accidentalmente, gli amici Emma e Tyler non possono fare altro che farsi coraggio e, con l’aiuto di Opal, esplorare l’isola per salvare il ragazzo. Si apre così ai loro occhi un territorio che sembra indipendente da tutto il resto, incontaminato e tanto affascinante quanto terribilmente pericoloso.

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Review Party: Recensione di “Giuramento – Libro tre delle Cronache della Folgoluce” di Brandon Sanderson

« Non esistono giuramenti sciocchi. Sono tutti il segno distintivo di uomini e veri spren rispetto alle bestie e ai sottospren. Sono segno di intelligenza, libero arbitrio e scelta. »
 
Le Cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson tornano in libreria grazie a Mondadori, con la pubblicazione del terzo libro della saga: Giuramento.
Basta il lieve e confortevole suono di una pagina voltata, e tutto ritorna ben chiaro nella mente: dopo il catastrofico epilogo di Parole di Luce, i Cavalieri Radiosi devono trovare la forza di reagire e riunire i Regni di Roshar, fronteggiando la minaccia dei Nichiliferi. Nel frattempo, la Tempesta Infinita incombe su tutto il mondo, portando con sé nuvole oscure e fulmini rossi. Per non parlare del risveglio dei Parshendi, ora con occhi cremisi e custodi di strani e insidiosi poteri. L’impresa è oltremodo disperata, non solo per la potenza nemica ma per la sfiducia in Dalinar Kholin, capo degli Alethi e dei Cavalieri stessi. E le motivazioni sono a tutti gli effetti fondate, avvolte nel passato dell’uomo che sembra dover rimanere a ogni costo nascosto. Ma i ricordi si accalcano uno sopra all’altro, fino all’inevitabile conclusione: la resa dei conti tra l’animo di una volta e l’animo del presente.

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