Review Party: Recensione di “Inducimi in Tentazione” di Lucy Dale

« E ogni volta che lo sento
rivivo l’attimo in cui
la tua essenza
si è unita alla mia,
per creare quest’estasi
dei sensi. »


Il Review Party di oggi è dedicato a “Inducimi in tentazione” di Lucy Dale, una raccolta di quarantadue poesie erotiche disponibile qui per l’acquisto.


Poesie di questo genere non avevo ancora avuto modo di leggerle. In ogni pagina la tematica del sesso si amalgama a quello dell’Amore, sincero, intenso e passionale. Non c’è volgarità, le descrizioni associate all’atto sessuale sono pregne dei sentimenti provati ogni volta, simili ma al tempo stesso uniche e irripetibili. È stato interessante notare la presenza di entrambi i generi nei punti di vista di ogni testo: donna e uomo si alternano nell’elogiare il corpo, i movimenti, le reazioni e le maliziose suppliche del partner, in una lunga confessione, rivolta a sé stessi e all’altro. Come in una lettera d’amore adolescenziale, ma più spinta, consapevole e matura. Non c’è inganno, né vergogna, solo il piacere dello stare in intimità.

Una raccolta perfetta per questo periodo, da regalare e regalarsi.

Review Party: Recensione di “Fandom” di Anna Day


« La folla comincia a scandire la risposta, piano all’inizio, ma con sempre maggior forza a ogni ripetizione. Falle danzare. Falle danzare. Falle danzare.

Il presidente fa un inchino e il coro si ferma. È finita. Stiamo per morire. »

Violet ha una vera e propria ossessione per il libro “La Danza delle Forche” di Sally King, compresa la sua trasposizione cinematografica. L’emozione nel vedere sul grande schermo i
personaggi fino a quel momento immaginati è indescrivibile, così come il desiderio di incontrare dal vivo gli attori del film. In occasione del ComiCon, insieme al fratello Nate e alle amiche Katie e Alice, Violet partecipa all’incontro con i protagonisti; ma tra uno scatto e l’altro, avviene qualcosa di inspiegabile, che catapulta i quattro in un altro mondo: il futuro distopico del loro libro preferito.

Ma cos’è “La Danza delle Forche”? Quando gli Umani bramano la perfezione, il rischio è che questa ambizione si realizzi: nascono i Gem, esseri umani geneticamente modificati che in breve sopprimono e rendono schiavi gli Imp, coloro che invece sono rimasti “normali”. Il mondo diventa  quindi una prigione per chi non ha capacità fisiche e mentali perfette. Ma dalla cenere sorge un gruppo di ribelli pronti a ribaltare il sistema: Rose è la loro Giovanna D’Arco, determinata ad infiltrarsi tra i Gem e rischiare la propria vita pur di raggiungere l’obiettivo.

Violet conosce a menadito ogni singolo particolare della storia, dall’inizio alla fine. Aveva tanto desiderato vivere le avventure narrate all’interno di quel libro, immaginandosi forte e coraggiosa come mai era stata. Solo ora, disorientata e sgomenta, prende coscienza di quanto quella fantasia sia una drammatica e terribile realtà, in cui la morte soffia
costante sul collo. La ragazza si ritrova al centro delle vicende, incapace di cambiare il corso degli eventi. Per lei sarà necessario imparare una lezione importante: rimanere sempre sé stessa.

I quesiti a cui trovare una risposta sono tanti, è automatico lo scorrere delle pagine per riuscire a venirne a capo. L’ambientazione creata dalla scrittrice è tra le più apprezzate degli ultimi tempi, verosimile nella sua evoluzione quasi da affermare che un giorno possa essere una realtà plausibile. Può sembrare scontato, ma è difficile decidere da quale parte sarebbe meglio schierarsi, specie quando si conosce la storia e il destino che attende i personaggi.

Almeno una volta nella vita è capitato ad ogni fan di poter scappare e vivere una vita non propria in un mondo diverso. In fondo, questo è uno dei motivi che ci spinge a leggere o vedere un film o seguire per anni una serie tv. L’evasione della mente ci permette di fare un giudizio su noi stessi e solo da una certa età in poi ci si rende conto di quanto quella fantasia debba rimanere tale.

Violet rappresenta lo specchio sull’eterno Peter Pan che alberga in ognuno di noi, facendolo riemergere in chi adolescente non è più attraverso le emozioni passate che non possono essere dimenticate. Leggendo il libro mi sono riaffiorati alla mente i ricordi delle giornate passate a leggere e scrivere fan fiction, commentando con chi ho condiviso le stesse passioni i momenti di una storia che mi hanno coinvolto. Ho pensato all’emozione che provo ogni volta che devo partecipare ad un evento che amo, come le fiere, le presentazioni dei libri e gli incontri con i miei idoli. Mi sono ricordata di quanto è stato difficile trovare persone con i miei stessi gusti e passatempi, di tutte le volte che mi è stato detto di crescere perché leggere o guardare determinate cose era roba da bambini.

Non tutti si rendono conto di quanto il Fandom sia qualcosa di potente, capace di guarire le ferite della realtà e creare nuovi legami. Se non inquinato dalla competizione e dall’odio, è davvero un mondo in cui fa sempre piacere rifugiarsi e confrontarsi, per crescere e vivere positivamente la propria quotidianità. C’è chi, con l’impegno, ha la fortuna di fare della propria passione una carriera, capace di diventare considerata e apprezzata da molte persone.

“Fandom” di Anna Day è formazione, passione e determinazione che insegna che dalla fantasia si può imparare molto, sia su sé stessi che sul mondo in cui si vive.

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Review Party: Recensione di “Era una sera come tante e l’oroscopo aveva predetto” di Angela F. Puglisi

« La luna è muta complice
dei loro sussurri,
dei loro silenzi,
dei loro baci,
del loro grande amore. »

Riparto da quanto ho detto nella mia tappa del blog tour: c’è davvero qualche potere nascosto nella scrittura. Quest’ultimo periodo è stato lento, monotono, arido. Ma le poesie di Angela sono riuscite a riaccendere qualcosa in me.
La figlia ha deciso di pubblicare il libro senza apportare modifiche o correzioni a quanto scritto dalla madre. Perciò, leggete
assaporando la concretezza di quelle imperfezioni e lasciatevi trasportare solo dagli stati d’animo che ogni pagina saprà suscitare.
All’interno di questa raccolta vi perderete tra frasi che sapranno identificarvi, storie senza lieto fine e ricordi lontani, che mai sono stati così tanto vicini al vostro animo. Il tema dell’amore è fondamentale: accostato all’odio, alla tristezza, alla gioia e alla bellezza della vita. Ci si incammina in un percorso tra nascita, crescita e morte che rispecchia un pensiero che almeno una volta è stato pronunciato. Ad altri, o a noi stessi.
Sarebbe bello poter passare il tempo in un’utopia personale, dove i sogni diventano davvero realtà. Ma non è così, sta a noi scegliere se considerare questo mondo come una condanna.
Nel baratro delle incertezze, c’è comunque un velo di speranza. Non bisogna aspettare che sia qualcuno ad afferrarlo per noi, perché noi abbiamo già la forza per farcela.
Gridando al mondo che siamo vivi.

Recensione: “Infelici e Scontenti” di Alice Chimera

« Coloro che ascoltano le favole e sperano che siano realtà, ignorando che la parola “fine” è sempre scritta troppo presto, tra la gioia di un’impresa superata e i baci di nuovi amori sbocciati; io vi dico che, per tutte le fiabe, la vera fine è molto lontana da quella da voi letta. »

L’ho già detto quanto io apprezzi i retelling? Adoro poter sguazzare nei riferimenti ad opere già esistenti, ma in contesti originali, che possano dare nuova vita a personaggi famosi.
Questo capita soprattutto con le favole, per cui già la Disney ha dato un suo importante contributo, offrendo ad intere generazioni spettacolari film che non smettono mai di far sognare. Chi non ha mai sentito parlare del “E vissero felici e contenti”?
Personalmente sono sempre stata più attaccata a personaggi Disney diversi dalle classiche principesse, una su tutte Sally di Nightmare Before Christmas e anche Mulan, che nonostante abbia una storia piuttosto differente viene comunque associata a questa categoria.

In questa raccolta di sette racconti, Alice Chimera indaga il futuro delle principesse più famose, tentando di rispondere in maniera alternativa al proseguimento delle favole dopo la parola “Fine”.
Come? In un modo così cupo e sorprendente da avermi inquietato e divertito al tempo stesso. È davvero molto interessante l’introduzione dell’autrice, in cui svela la convinzione che anche per le perfette principesse il Karma giri, per cui anche a loro prima o poi debbano capitare delle situazioni date da azioni negative compiute.

E così ritroviamo una Biancaneve con la fobia per le mele, una Cenerentola che è passata dai soprusi delle sorelle e della matrigna a quelli di un marito padrone, o ancora una Ariel presa dall’ossessione di abbandonare la sua natura.
Lo strazio del passato può essere la rovina, ma anche i comportamenti del futuro portano ad un inevitabile tracollo.

La crudeltà è alla base di questo libro, che è un degno erede delle favole, nell’atmosfera perfetta che piace a me. Dalle pagine trasuda l’impegno e la riflessione che Alice ha dovuto impiegare per la realizzazione della sua opera, che non è per nulla semplice portare a termine positivamente, sgomitando in mezzo all’oceano di storie sullo stesso genere.
Questo è ben visibile anche attraverso lo stile di scrittura, semplice ma diretto, che colpisce come una stilettata senza dare scampo sia alle principesse che al lettore stesso.

Ci vedrei bene una miniserie live action, ma sto volando troppo con la fantasia.

Se non avete paura di andare oltre il lieto fine per vedere l’orrore che può nascondersi nell’ombra, recuperate assolutamente “Infelici e Scontenti”: rimarrete più tormentati che delusi.

Review Tour: Recensione di “Il tuo passo era troppo veloce” di Anne Went e Mari Thorn

« Se allora optare per la scelta più facile era stato un errore, scegliere adesso quella più difficile poteva rivelarsi altrettanto fatale. Valerie lo odiava, per troppi motivi e tutti giusti, però in lei c’era ancora la scintilla di quell’amore che li aveva travolti. Lui l’aveva percepita, l’aveva vista brillare qui e là tra le parole brusche e scostanti. Velata dal sarcasmo e nascosta dietro la paura di tornare a soffrire, ma c’era. Doveva provare ad alimentare quella scintilla e riuscire a farsi perdonare per tutta la sofferenza che le aveva causato. »


Le relazioni di coppia, si sa, non hanno sempre un lieto fine. Spesso la prima fiamma dà vita ad un futuro roseo, nonostante gli ostacoli. Altre volte, però, il cammino dell’amore finisce per appassire e bloccarsi improvvisamente.
Questo è ciò che è capitato a Valerie e Gregorio, innamorati dei propri sogni e con la ferma convinzione di poterli realizzare insieme. Ci provano, ritentano, ma qualcosa va storto: l’obiettivo si perde tra i litigi e le incomprensioni, fino a che le strade dei due si separano.
Ora, Greg ha una vita agiata, ma insoddisfatta e piena di avventure da una notte e via. Val, invece, ha una relazione stabile e pian piano il suo sogno di lavorare in una casa editrice si sta avverando. C’è qualcosa, però, che è rimasto in sospeso per anni e che ora torna prepotente a bussare al loro cuore: la casa in riva al mare, quella ceduta dall’uomo, li fa rincontrare. Di nuovo, la rabbia prende il sopravvento, riportata al presente dall’uragano dei ricordi, ma stavolta, accompagnata da quella fiamma che non si era spenta: semplicemente riposava sotto il peso del tempo, in attesa del momento migliore per tornare a riscaldare.
Ciò che colpisce dei due protagonisti è che nonostante siano personaggi fatti di carta e inchiostro trasudano umanità, verosimile e genuina. Entrambi hanno fatto degli errori e hanno dovuto rassegnarsi al fatto di non essere riusciti ad affrontare tutto nel modo più consono. Hanno imparato a convivere con la collera nascondendola in un punto lontano della mente.
Chi ha affrontato una delusione simile, sa cosa si prova. Si possono comprendere tutte e due le parti, senza condannarle, perché come entrambi sbagliano, entrambi sono nel giusto.
Non è un peccato inseguire i propri sogni. Bisogna capire cosa è più importante, anche se questo comporta la fine di un rapporto.

Non sono una fan del detto “Gli opposti si attraggono”: è importante essere sulla stessa lunghezza d’onda, ma in che modo? Avendo dei punti d’incontro, oltre che delle diversità. Altrimenti è inevitabile perdersi e lasciare che tutto vada a rotoli.
Se il passo dell’uno è più veloce dell’altro, l’amore rimane indietro fino a svanire.
Ma a volte, le circostanze, come per Valerie e Gregorio, mettono di nuovo in discussione tutto. È difficile fare ancora una volta i conti con l’ira e la delusione, ma si può trovare la strada per uscire da quel loop negativo e ricominciare, voltando pagina e iniziando a scrivere una nuova storia.
“Il tuo passo era troppo veloce” è l’esempio di tutto questo. La storia di Anne Went e Mari Thorn mi ha fatto riaffiorare alla mente ricordi fatti di scelte sbagliate e conseguenze disastrose di cui porterò sempre le cicatrici. Ma soprattutto, mi ha fatto riflettere e anche se per me le cose sono andate diversamente è stato bello constatare che per altri esiste un’altra possibilità, se c’è la volontà di venirsi incontro.
L’obiettivo delle scrittrici è chiaro, non posso fare altro che ringraziarle per avermi trasmesso il loro messaggio. “Il tuo passo era troppo veloce” è stata una lettura piacevole, giunta a me in un momento di estremo bisogno d’amore. Mi ha donato speranza, desidero che la sua forza non mi abbandoni tanto presto.