Review Party: Recensione di “Sulle orme di un padre” di Danielle Steel

Dopo gli anni della guerra passati come schiavi nel campo di concentramento di Buchenwald, Jakob ed Emmanuelle possono iniziare una nuova vita. Conosciutisi in mezzo agli orrori più indicibili, i due hanno trovato forza nell’amore che li ha fatti sopravvivere, portandoli verso la tanto agognata America. Nel corso degli anni, entrambi lavorano sodo, cercando di offrire quanto più possibile al loro amato figlio Max, fino a dargli la possibilità di frequentare la prestigiosa università di Harvard e di prendere in mano l’eredità lavorativa del padre. Ma abbagliato dalla ricchezza, Max si allontana sempre più dagli insegnamenti dei genitori, desiderando ancora e ancora, fino alla frenesia.
Ritornando sui propri passi, Max ripercorrerà la storia di Jakob ed Emmanuelle, per riappropriarsi dei valori più importanti, capire di cosa ha veramente bisogno e quale sia il suo posto nel mondo.

Attraverso una storia di finzione, Danielle Steel traccia il percorso straordinario di due anime straordinarie, che nonostante abbiano attraversato l’inferno sono riusciti a riprendersi ciò che era stato strappato loro e a coltivare i propri valori, per lasciarsi il passato alle spalle. Jakob ed Emmanuelle sono un esempio di come si possa essere eroi nella vita di tutti i giorni, affrontando la tragedia più grande guardando sempre al futuro. Avrebbero potuto passare la vita nell’odio e nella rabbia, invece hanno investito sul loro amore per lasciare una testimonianza di positività e speranza.

“Sulle orme di un padre” è una storia con tematiche forti, che unisce il dolore e il dubbio all’amore spropositato di una famiglia apparentemente comune, che sa condividere genuinamente con il mondo una vera e propria filosofia di vita.

Review Party: Recensione di “Ventuno verità sull’amore” di Matthew Dicks

Liste ed elenchi puntati non danno anche a voi un senso di pace e controllo?
A me piace molto stilarne, a centinaia, per ogni cosa. Certo, poi per alcuni aspetti riesco comunque a essere una tremenda pasticciona, ma lo scrivere una serie di cose da fare, ricordare, di oggetti e molto altro mi dà sempre un senso di appagamento. 
Per questo mi sono trovata subito a mio agio con la lettura del libro di Matthew Dicks, in cui si seguono le vicende del librario Daniel Mayrock, alle prese con un’attività in fallimento e l’amore incondizionato per la propria quotidianità.
Ama sua moglie, Jill, e presto potrà abbracciare il figlio in arrivo. Per questo cerca di non perdersi d’animo e di andare costantemente alla ricerca non solo di una soluzione ai suoi problemi ma anche verso la meta che potrà farlo sentire davvero felice.
“Ventuno verità sull’amore” è un libro concettualmente semplice e molto scorrevole, ma che sa farti soffermare sulle piccole cose, strapparti un sorriso e farti riflettere sulla propria condizione personale. La struttura è molto particolare, perché fatta a elenco e segue i pensieri del protagonista, che descrive un uomo verosimile e in cui tutti si possono rispecchiare.
Il lettore è libero di poter leggere il libro decidendo autonomamente il ritmo, in quanto godibile sia letto tutto d’un fiato che con tutta calma. 
Ogni tanto letture di questo tipo sono necessarie, perché fanno bene all’anima ed è come se riuscissero a sanarla.

Review Party Tour: “L’emporio dei piccoli miracoli” di Keigo Higashino – Dietro le quinte

Il lunedì di oggi è meno traumatico degli altri! Parte infatti il Review Party Tour dedicato al nuovo libro di Keigo Higashino, in uscita per Sperling & Kupfer: “L’emporio dei piccoli miracoli”.
Di seguito tutte le informazioni utili sul libro e qualche retroscena sull’autore.
Titolo: L’emporio dei piccoli miracoli
Autore: Keigo Higashino
Pagine: 350
Prezzo: €18,50
Uscita: 20 novembre 2018
Trama: Tre giovani ladri un po’ pasticcioni – Shōta, Kōhei e Atsuya – hanno appena svaligiato una casa in una cittadina di campagna quando vengono lasciati a piedi dall’auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l’Emporio Namiya.
Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata dell’Emporio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all’anziano proprietario del negozio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano.
I tre decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all’alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1980, più di trent’anni indietro rispetto al loro presente.
Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato.
Note sull’autore: Keigo Higashino è uno dei più noti scrittori giapponesi, pubblicato in 14 Paesi. È autore bestseller di romanzi gialli e thriller-polizieschi. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, e da molte delle sue opere sono stati tratti film e serie tv di grande successo.
Nel 2006 ha vinto il Premio Naoki per “Il Sospettato X”, primo romanzo dedicato al Detective Galileo. Attualmente vive a Tokyo.
TAPPE:

Review Party: Recensione di “The Outsider” di Stephen King

« A volte capita semplicemente che le tracce si perdano nel nulla, ed è una realtà con la quale è necessario convivere. »

Uno spietato e scioccante omicidio; il mondo tranquillo della piccola cittadina di Flint City viene messo sottosopra. Ralph Anderson, Bill Samuels e la polizia locale tutta si ritrovano a dover indagare sulla terribile morte del piccolo Frank Peterson, ucciso brutalmente e in un modo talmente crudele da far rabbrividire perfino gli esperti del settore.
L’obiettivo primario è quello di scovare al più presto il colpevole, consegnarlo alla giustizia e lasciare che tutti possano versare le proprie lacrime, prima di potersi mettere questa vicenda definitivamente alle spalle.
Gli avvistamenti, le testimonianze e le prove raccolte puntano tutto su un unico indiziato: Terry Maitland, che immediatamente viene arrestato in pubblica piazza, senza possibilità di difendersi.
Solo giunti in centrale, però, i dubbi iniziano ad insinuarsi nelle menti degli agenti, scavando nel profondo e logorando il loro intuito: Terry dichiara infatti di essere innocente e il suo alibi di ferro viene subito confermato. Al contempo, però, le prove sono schiaccianti, le impronte digitali coincidono, così come il test del DNA sulla scena del crimine.
Ma come può un uomo essere in due luoghi differenti contemporaneamente?

La paura s’insinua nell’animo del lettore, come un campanello d’allarme primordiale che lo incita a reagire, a proseguire nella lettura, a mettere in discussione ogni cosa, perché nulla è mai ciò che sembra. Diventa difficile, allo scorrere di ogni pagina, riuscire a prendere le difese dell’una piuttosto che dell’altra parte, perché un caso di omicidio dall’esito scontato si rivela ben presto essere uno dei più imprevedibili e agghiaccianti di cui si possa mai avere letto.

Pensando a Stephen King è proprio la paura ad essere la parola cardine, ma questa volta in un modo differente dagli orrori perpetrati attraverso libri più vicini al genere horror che al thriller e che rimanderà piacevolmente agli esordi dello scrittore.

Non è il mostro del tombino a terrorizzare, ma la scoperta di ciò che è realmente successo.

“The Outsider” è un dramma molto intenso, in cui la morte di un bambino non solo devasta la sua famiglia, ma trasforma tutti coloro che lo conoscevano e che si sentono toccati dall’ingiustizia perpetrata.

Ad appesantire ancora di più l’atmosfera è il cambiamento nel modo di comportarsi nei confronti di Terry, che da cittadino modello passa subito ad essere l’omicida che merita di morire sulla sedia elettrica. L’opinione della gente terrorizza sia lui che la sua famiglia, convinta fermamente della sua innocenza ma consapevole che niente, da quel momento, potrà tornare come prima, nonostante la possibilità che l’uomo venga alla fine dichiarato innocente. Una persona coinvolta, anche solo in minima parte, in un fatto di cronaca nera verrà sempre additata e giudicata come quella che l’ha fatta franca, che in qualche modo c’entra ma è riuscita a passarla liscia. La sua vita è comunque condannata; questo è uno dei drammi che purtroppo colpiscono anche i casi realmente esistenti.

Non è un libro leggero, sia per i contenuti sia per la quantità di fatti che si concatenano uno dopo l’altro e che richiedono un’attenzione minuziosa da parte del lettore. Ciò non significa affatto che sia pesante in lunghezza, anzi, scoprirete che 500 pagine non saranno mai state così veloci da far passare. Sul digerirle, è un altro discorso.

Il ritmo serrato, i particolari di ogni scena descritta, l’originalità degli sviluppi fanno intendere quanto King abbia tenuto a rendere questa storia il più realistica possibile, quasi insolita, per gli standard di chi lo conosce esclusivamente come il Re dell’Horror.

Per chi come me prova un amore spropositato per le sue opere, con “The Outsider” vedrà l’apprezzamento salire alle stelle, arricchendosi di un libro che toglie il fiato e la capacità di fare qualsiasi altra cosa prima di aver letto l’ultima pagina.

Ma questo libro mi ha talmente entusiasmato che sento di poter azzardare e consigliarlo anche a chi non ha mai letto nulla dell’autore o a chi vuole dargli una seconda possibilità. Non rimarrete delusi, anzi, l’influenza che avrà su chi vorrà ascoltare la mia umile opinione, lo spingerà a recuperare al più presto tanti altri libri che compongono la sua vasta bibliografia.

Non mi assumo responsabilità sulla dipendenza, assicurata, da paura.

Recensione: “Laurie” di Stephen King

« Se le do un nome diventa mia, pensò Lloyd. Sospettava però che lo fosse già sua, e fin dall’istante in cui gli aveva leccato la mano. Proprio come Marian era stata sua sin dal primo bacio. Un altro paragone stupido, ma era davvero possibile controllare le proprie associazioni mentali? Non più di quanto si potessero controllare i sogni, secondo Lloyd. »

Lloyd vuole bene a sua sorella Beth, le sarà sempre grato per essergli stata vicina nei momenti più bui, specie da quando la moglie è morta, lasciando un vuoto incolmabile. Ma quando la donna si presenta una mattina portando con sé un cagnolino, l’uomo è assolutamente contrario a tenerlo. La piccola è Laurie, e nel momento in cui i due entrano in contatto sentono che le proprie anime si sono trovate. Entrambe nel dolore, entrambe nel bisogno. Come due coinquilini, Lloyd e Laurie iniziano ad imparare l’uno dall’altra. Per esserci e viversi, in ogni istante della giornata.
Il rapporto che si instaura tra i protagonisti è dolce ed emozionante, ma nell’aria si respira un costante senso di oppressione, una tensione palpabile e fastidiosa, come se già il lettore sapesse che questa non è solo la storia del superamento di un lutto e che qualcosa di più oscuro si cela dietro la nebbia che sbiadisce i contorni della città.
Arrivare alla fine di questo racconto fa dispiacere, perché bastano pochi istanti per affezionarsi a Lloyd e Laurie e il tempo che si passa con loro è davvero molto poco. Una delle maledizioni del leggere le storie di Stephen King, amare ed essere terrorizzati ad ogni pagina che passa.
Una novella che mette grande aspettativa su cosa succederà nel nuovo libro in uscita domani per Sperling & Kupfer: preparatevi, perché “The Outsider” non potrà fare altro che conquistarvi!