Review Party: Recensione di “L’ultima ricamatrice” di Elena Pigozzi

Una carriera di ricamatrici lunga intere generazioni ha attraversato anche la vita di Eufrasia che, ormai anziana, cerca ora qualcuno a cui poter passare la nobile arte di ago e filo. La persona giusta giunge con la commissione di Filolela, che inizia a ricamare da sé il corredo tanto desiderato. Tra una lezione e l’altra, Eufrasia si apre alla giovane raccontandole una storia lontana nel tempo, quella che la riguarda personalmente e che l’ha fatta arrivare dove è ora.

Grazie a un’atmosfera intima e poetica, il lettore si fa strada attraverso i boschi fino alla dimora della protagonista, l’ultima ricamatrice rimasta della sua famiglia. Ha inizio una storia romantica, commovente e a tratti drammatica, che però mostra in tutto il suo splendore la forza di una donna che ha saputo rialzarsi più volte di fronte alle difficoltà che hanno attraversato il suo cammino. Eufrasia infatti sembra in apparenza una donna delicata, buona e con una pazienza estrema, ma oltre a ciò c’è tutto uno strato di eventi che l’hanno formata in un modo inaspettato e che rimangono invisibili sottopelle, senza che altri possano accorgersene. Grazie alla sua voce, è arrivato ora il momento di aprire di nuovo le porte sul passato, legandosi indissolubilmente a Filolela, tanto lontana come età quanto vicina per lo spirito. Ciò che più affascina del romanzo è proprio l’arte del ricamo che la donna porta avanti da una vita intera: i passaggi descrittivi ammaliano e appassionano perfino una persona come me, che di ago e filo ne sa davvero poco. Mi sono ritrovata più volte con gli occhi brillanti per l’emozione, come se fossi lì insieme alla ragazza, mentre ascolta Eufrasia parlare e pendendo dalle sue labbra.

“L’ultima ricamatrice” è un romanzo che scalda il cuore e fa sentire subito a casa, grazie all’abilità di Elena Pigozzi di trasmettere emozioni intense attraverso uno stile delicato e poetico.

Review Party: Recensione di “Il giorno dopo il lieto fine” di Alice Chimera

Titolo: Il giorno dopo il lieto fine
Autore: Alice Chimera
Prezzo: 14,00€ (2,99€ ebook)
Pagine: 177
Pubblicazione: 2020
Editore: Segreti in giallo

Trama:
Nessun lieto fine. Detto così suona assai traumatico.
Ma se le favole non fossero proprio come ce le raccontano quando siamo bambini?
Cosa accadde realmente subito dopo il classico “happy end”?
Ce lo racconta Alice Chimera. Partendo dal noto finale disneyano, scopriremo cosa la sorte ha riservato alle varie protagoniste.
Le mele diverranno una vera e propria persecuzione per Biancaneve; Cenerentola si troverà sposata a un principe che la considera un giocattolo sessuale; Ariel non è diventata davvero umana e non potrà avere figli; Jasmine rimpiangerà la libertà perduta; Alice, che avrebbe voluto crescere e diventare donna, si ritroverà a rimpiangere il Paese delle Meraviglie e la spensieratezza dell’infanzia…

Sono passati tre anni da quando ho conosciuto Alice Chimera dal vivo e ho avuto finalmente l’occasione di mettere le mani sulla sua prima opera pubblicata. Ai tempi era “Infelici e scontenti” il suo nome, ma sono davvero felice che per l’autrice ci sia stata l’occasione per ripresentare al pubblico questo libro, con una veste grafica intrigante e perfetta, realizzata grazie alla casa editrice Segreti in Giallo. L’editore ha sempre proposto storie particolari e meritevoli e direi proprio che “Il giorno dopo il lieto fine”, nuovo titolo della storia in questione, si adatti perfettamente al catalogo da sempre proposto.

Cosa succede alle protagoniste delle favole dopo la parola fine? Questo è il quesito che si pone l’autrice, rispondendo attraverso una serie di racconti dedicati alle principesse più famose di sempre, ma con toni inquietanti e grotteschi che si allontanano decisamente dalle atmosfere che casa Disney ha loro dedicato.

Ho sempre pensato che quella di Alice fosse un’opera meritevole di essere letta, un esordio che spicca per l’originalità e che ora ha l’occasione di rinascere sotto una nuova luce e far parlare ancora di sé.

La recensione completa la trovate al seguente link.

Review Party: Recensione di “Un respiro nella neve” di Mary Higgins Clark e Alafair Burke

Il tragico omicidio della ricca Virginia Wakeling, porta Laurie Moran ad indagare sui fatti dopo tre anni di mancata risoluzione. Conduttrice di uno show che si occupa proprio di parlare dei casi irrisolti, viene spinta dal conduttore Ryan Nichols che vuole a tutti i costi che l’amico Ivan Gray venga scagionato definitivamente. Lui è il maggiore indiziato, compagno di Virginia e il primo che avrebbe preso tutto in eredità alla sua dipartita. Per Laurie ha inizio un percorso investigativo tra coloro che compongono la famiglia Wakeling, ognuno con una propria verità e dei segreti determinanti per dare giustizia alla morte della donna.

Con l’abilità che l’ha sempre caratterizzata, la Clark ha saputo ancora una volta tessere un thriller che sa intrattenere e incuriosire, attraverso una narrazione scorrevole e facile da seguire. Ogni personaggio è ben caratterizzato ed è appassionante seguire una protagonista come Laurie attraverso delle indagini in cui si trova di fatto coinvolta indirettamente. Probabilmente è la prima volta che mi ritrovo a leggere un libro di questo genere, in cui chi indaga non è un poliziotto o un investigatore ma una conduttrice invischiata nella cronaca nera perché ideatrice di un programma televisivo dedicato. Grazie a piccoli indizi sparsi qua e là, le autrici catturano il lettore sorprendendolo e sviando i suoi ragionamenti per colpire sul finale, soddisfacendo totalmente. Un romanzo assolutamente consigliato!

Review Party: Recensione della rivista “Chiacchiere d’inchiostro”

Grazie all’impegno delle ragazze che compongono il blog letterario “Chiacchiere Letterarie” prende oggi vita una rivista ricca di contenuti legati al meraviglioso mondo dell’editoria.

“Chiacchiere d’inchiostro” è un progetto realizzato da Denise Atzori e Valentina Scarcioni, che hanno impiegato le energie dell’ultimo anno per fare in modo che questo sogno si realizzasse.

Salta subito all’occhio la cura impiegata per la grafica: la copertina è semplice e delicata e racchiude in sé una serie di immagini a cavallo tra il vintage e il moderno, un bell’accompagnamento tra una pagina e l’altra, in cui troverete la prima raccolta di racconti ospitata dalla rivista.

Giorgia Scalise, Alessandro Chiusi, Massimiliano Albicini, Gabriele Dolzadelli. Loro, con le proprie storie, hanno scommesso per primi su un progetto ambizioso e incredibile, regalando momenti di piacevole lettura che risvegliano le emozioni e aiutano a distrarre.

Pagina dopo pagina sono rimasta sempre più affascinata dal lavoro che sono riuscite queste due ragazze a realizzare, provo una profonda stima e ammirazione per un traguardo meraviglioso e non così facile da raggiungere.

Ciò che mi ha maggiormente colpito e sorpreso è l’inserto dedicato alla scrittura e disegno creativi, una serie di spiegazioni ed esercizi pratici che sono una manna dal cielo per chi vuole tenere allenata la scrittura e la creatività. Un espediente originale e davvero azzeccato, che non mi sarei mai aspettata di vedere, soprattutto di questi tempi, gratuitamente disponibile all’interno di una rivista. Lo stesso vale per gli articoli di approfondimento finali, in grado di far riflettere e dando la possibilità di creare dei dialoghi con chi conosciamo su argomenti del settore alla portata di tutti. Non mancano, infine, le recensioni accurate tipiche del blog, che vogliono ricordare le origini della rivista e da dove tutto è partito.

“Chiacchiere d’inchiostro” vi accompagnerà attraverso un centinaio di pagine circa in un mondo che potreste già conoscere ma che ritroverete sotto una luce differente, che ha un po’ il gusto delle vecchie riviste cartacee con quel guizzo in più dato dalle belle idee e i sogni vincenti che riuscirà senz’altro a conquistarvi.