Review Party: Recensione di “Era una sera come tante e l’oroscopo aveva predetto” di Angela F. Puglisi

« La luna è muta complice
dei loro sussurri,
dei loro silenzi,
dei loro baci,
del loro grande amore. »

Riparto da quanto ho detto nella mia tappa del blog tour: c’è davvero qualche potere nascosto nella scrittura. Quest’ultimo periodo è stato lento, monotono, arido. Ma le poesie di Angela sono riuscite a riaccendere qualcosa in me.
La figlia ha deciso di pubblicare il libro senza apportare modifiche o correzioni a quanto scritto dalla madre. Perciò, leggete
assaporando la concretezza di quelle imperfezioni e lasciatevi trasportare solo dagli stati d’animo che ogni pagina saprà suscitare.
All’interno di questa raccolta vi perderete tra frasi che sapranno identificarvi, storie senza lieto fine e ricordi lontani, che mai sono stati così tanto vicini al vostro animo. Il tema dell’amore è fondamentale: accostato all’odio, alla tristezza, alla gioia e alla bellezza della vita. Ci si incammina in un percorso tra nascita, crescita e morte che rispecchia un pensiero che almeno una volta è stato pronunciato. Ad altri, o a noi stessi.
Sarebbe bello poter passare il tempo in un’utopia personale, dove i sogni diventano davvero realtà. Ma non è così, sta a noi scegliere se considerare questo mondo come una condanna.
Nel baratro delle incertezze, c’è comunque un velo di speranza. Non bisogna aspettare che sia qualcuno ad afferrarlo per noi, perché noi abbiamo già la forza per farcela.
Gridando al mondo che siamo vivi.

Review Tour: Recensione di “Il tuo passo era troppo veloce” di Anne Went e Mari Thorn

« Se allora optare per la scelta più facile era stato un errore, scegliere adesso quella più difficile poteva rivelarsi altrettanto fatale. Valerie lo odiava, per troppi motivi e tutti giusti, però in lei c’era ancora la scintilla di quell’amore che li aveva travolti. Lui l’aveva percepita, l’aveva vista brillare qui e là tra le parole brusche e scostanti. Velata dal sarcasmo e nascosta dietro la paura di tornare a soffrire, ma c’era. Doveva provare ad alimentare quella scintilla e riuscire a farsi perdonare per tutta la sofferenza che le aveva causato. »


Le relazioni di coppia, si sa, non hanno sempre un lieto fine. Spesso la prima fiamma dà vita ad un futuro roseo, nonostante gli ostacoli. Altre volte, però, il cammino dell’amore finisce per appassire e bloccarsi improvvisamente.
Questo è ciò che è capitato a Valerie e Gregorio, innamorati dei propri sogni e con la ferma convinzione di poterli realizzare insieme. Ci provano, ritentano, ma qualcosa va storto: l’obiettivo si perde tra i litigi e le incomprensioni, fino a che le strade dei due si separano.
Ora, Greg ha una vita agiata, ma insoddisfatta e piena di avventure da una notte e via. Val, invece, ha una relazione stabile e pian piano il suo sogno di lavorare in una casa editrice si sta avverando. C’è qualcosa, però, che è rimasto in sospeso per anni e che ora torna prepotente a bussare al loro cuore: la casa in riva al mare, quella ceduta dall’uomo, li fa rincontrare. Di nuovo, la rabbia prende il sopravvento, riportata al presente dall’uragano dei ricordi, ma stavolta, accompagnata da quella fiamma che non si era spenta: semplicemente riposava sotto il peso del tempo, in attesa del momento migliore per tornare a riscaldare.
Ciò che colpisce dei due protagonisti è che nonostante siano personaggi fatti di carta e inchiostro trasudano umanità, verosimile e genuina. Entrambi hanno fatto degli errori e hanno dovuto rassegnarsi al fatto di non essere riusciti ad affrontare tutto nel modo più consono. Hanno imparato a convivere con la collera nascondendola in un punto lontano della mente.
Chi ha affrontato una delusione simile, sa cosa si prova. Si possono comprendere tutte e due le parti, senza condannarle, perché come entrambi sbagliano, entrambi sono nel giusto.
Non è un peccato inseguire i propri sogni. Bisogna capire cosa è più importante, anche se questo comporta la fine di un rapporto.

Non sono una fan del detto “Gli opposti si attraggono”: è importante essere sulla stessa lunghezza d’onda, ma in che modo? Avendo dei punti d’incontro, oltre che delle diversità. Altrimenti è inevitabile perdersi e lasciare che tutto vada a rotoli.
Se il passo dell’uno è più veloce dell’altro, l’amore rimane indietro fino a svanire.
Ma a volte, le circostanze, come per Valerie e Gregorio, mettono di nuovo in discussione tutto. È difficile fare ancora una volta i conti con l’ira e la delusione, ma si può trovare la strada per uscire da quel loop negativo e ricominciare, voltando pagina e iniziando a scrivere una nuova storia.
“Il tuo passo era troppo veloce” è l’esempio di tutto questo. La storia di Anne Went e Mari Thorn mi ha fatto riaffiorare alla mente ricordi fatti di scelte sbagliate e conseguenze disastrose di cui porterò sempre le cicatrici. Ma soprattutto, mi ha fatto riflettere e anche se per me le cose sono andate diversamente è stato bello constatare che per altri esiste un’altra possibilità, se c’è la volontà di venirsi incontro.
L’obiettivo delle scrittrici è chiaro, non posso fare altro che ringraziarle per avermi trasmesso il loro messaggio. “Il tuo passo era troppo veloce” è stata una lettura piacevole, giunta a me in un momento di estremo bisogno d’amore. Mi ha donato speranza, desidero che la sua forza non mi abbandoni tanto presto.

Review Tour: Recensione di “Taylor Tales: Senza Cuore” di Romina Scarpanti

« “Ma chiedo troppo? In fondo voglio solo sorseggiare un tè caldo con il mio amico! Devo brindare il suo ritorno alla vita!!!” »

La maledizione legata al risveglio di una mummia non è mai stata tanto divertente, intrigante e appassionante. 
Tutto questo grazie alla talentuosa Romina Scarpanti, che con “Taylor Tales: Senza Cuore” non solo è riuscita a realizzare una storia piacevole e adatta ad un pubblico di tutte le età, ma ha saputo attirarmi in un istante grazie alle sue bellissime illustrazioni (a cominciare dalla copertina), che mi hanno subito ricordato il tratto del famoso artista Stefano Turconi.
La vita della famiglia Taylor è paragonabile ad una tempesta di sabbia in un deserto: nonostante la scomparsa dei genitori, le sorelle Sophia e Amanda vivono con energia ogni giornata, attendendo il ritorno a casa della nonna, sempre intenta in qualche mirabolante avventura in giro per il mondo.
Sophia, la maggiore, non ama l’archeologia e tanto meno l’Egitto; l’Eavy-Museum, però, è come una seconda casa per lei. Circondata da mummie e antichi reperti, invece, la piccola Amanda trascorrerebbe intere giornate di fronte alla teca che custodisce il corpo di Anek-Bah, potente sacerdote il cui passato è avvolto dal mistero.
Ben presto, però, le Taylor verranno a contatto con un prezioso amuleto, in grado di risvegliare dal suo torpore proprio la mummia preferita da Amanda! Il tutto si complica quando verranno inseguite dalla malvagia Setta dello Scarabeo d’Ombra. Le apparenze ingannano e nulla sembrerà più normale: la ricerca della Chiave della Vita condurrà nonna e nipoti verso la scoperta di qualcosa di straordinario.
“Taylor Tales: Senza Cuore” è un’avventura in pieno stile Indiana Jones: la scrittura semplice e scorrevole di Romina dona alla storia un tocco frizzante e lascia nel lettore delle emozioni intense anche grazie ad una narrazione originale che lascia spazio ai colpi di scena. Le protagoniste sono ben definite e per nulla petulanti, i loro scambi di battute sono divertenti e anche nei momenti più importanti si può sentire un’atmosfera leggera ma appropriata.
Ho apprezzato molto di più l’Antico Egitto di questo libro, piuttosto che gli svariati film in merito che sono usciti in periodi più o meno recenti. La scrittrice narra senza pretese una storia con molteplici significati e interpretazioni, accostando diversi generi senza appesantire l’insieme (rimane pur sempre una lettura per giovani).
In pieno periodo di feste, mi sento caldamente di consigliarne l’acquisto: un regalo per sé stessi, per lettori accaniti ma anche, e soprattutto, per i neofiti.
Mi auguro vivamente che questo possa essere solo il primo capitolo di una serie di rocambolesche peripezie di cui tornerò volentieri a far parte.

Review Party: Recensione di “Una cittadina tranquilla” di Elsebeth Egholm

« Dove prima c’erano sicurezza e benessere ora si era insinuato un senso di precarietà. Come se ogni cosa, la vita, all’improvviso fosse stata ribaltata e si specchiasse in un luogo totalmente diverso dal solito. »

Benvenuti al review party di un nuovo thriller targato Newton Compton: “Una cittadina tranquilla” di Elsebeth Egholm.
In una serata come tutte le altre, la località danese Århus viene sconvolta dal ritrovamento di un neonato morto in un canale.
Dicte si è lanciata in acqua invano, prima di arrendersi alla tragedia in compagnia delle amiche Anne e Ida Marie. Giornalista del luogo, la donna si trova a dover indagare sull’omicidio, cercando di dare una spiegazione razionale a qualcosa che non ha nulla di giustificabile.
Dall’incubo del corpicino galleggiante in una bacinella, alla scritta “Muori” sulle fronti di alcuni neonati della clinica del paese, il caso porta la protagonista ad addentrarsi nell’orrore, che va sempre più di pari passo con gli eventi che la legano al passato.
La vicenda non ruota principalmente intorno alle indagini, ma piuttosto all’impatto che ha avuto sulla vita delle tre donne citate. Dicte si è trasferita con la figlia Rose dopo il divorzio, alla ricerca di una nuova vita. Lei è il personaggio più ambiguo, avvolta da un velo di mistero che qui potrebbe finalmente cadere. Anne è un’ostetrica, che vede nel suo lavoro la bellezza e il miracolo della vita, ma qui si trova a dover guardare con occhio clinico il piccolo e cercare di tenere per sé i tormenti che questo le ha causato: il rapporto con suo marito è sempre più sottile. Ida Marie cerca di tornare alla quotidianità dopo la scoperta. Dopo tante difficoltà è riuscita a rimanere incinta e il parto è imminente: pensare che la vita è indissolubilmente legata alla morte la fa cadere in una spirale di panico che presto si trasformerà in terrore.
Tre donne, insoddisfatte della propria vita. Per loro quella notte può rappresentare una svolta.
La parte investigativa, comunque, è spiegata in modo interessante e accattivante. La storia scorre senza intoppi, ma senza particolare azione, che differenzia il libro da altri dello stesso genere.
Ciò che spinge a proseguire la lettura è la ricerca della motivazione di un atto tanto crudele. Che movente può esserci dietro l’abbandono di un neonato? Questa è una domanda che spesso ci si pone, specie di fronte a fatti di cronaca nera simili a questo. Sconvolge molto di più l’innocenza tinta col sangue rispetto ad altre notizie.
Non aspettatevi adrenalina e azione, nonostante questo “Una cittadina tranquilla” rimane un libro coinvolgente e piacevole da leggere.

Review Party: “Arte, amore e altri guai” di Alessandra Redaelli

« E smetterò anche di depilarmi. Via! Evviva la libertà! E quando sarò esattamente identica a Helena Bonham Carter nel Pianeta delle Scimmie – comprese le tunichette color cacchina stile vestaglia della portinaia – sarò apprezzata per la mia saggezza e sarò finalmente una donna realizzata e felice. »

“Arte, amore e altri guai” di Alessandra Redaelli è il protagonista di questo nuovo Review Party. Edito da Newton Compton e uscito ad agosto, questo libro dà un tono frizzante alle storie d’amore lette finora.
Dopo tanti anni di matrimonio, la quarantaduenne Martina si accorge che qualcosa nel marito è cambiato: nuovo profumo, più viaggi, più riunioni fino a tardi.
La donna non può fare a meno di pensare che Cesare la stia tradendo, ma al contempo spera sia tutto un fraintendimento. Non ha il coraggio di affrontare la situazione e chiedere direttamente al diretto interessato, perché nonostante tutto ne è ancora innamorata (neanche tentare il tradimento per vendetta le riesce bene) e le conseguenze di un divorzio potrebbero essere disastrose.
La donna è l’esempio su carta per cui si può dire che non si smette mai di imparare nella vita. Nel corso della storia, infatti, Martina cerca una nuova consapevolezza di sé, fino a maturare e a guardare le cose da un’altra prospettiva.
Quella che si prospetta essere una vicenda drammatica viene affrontata con ironia attraverso lo stile della scrittrice che smorza tutto, senza però renderlo banale. Attraverso i pensieri di Martina si ride, ci si arrabbia, ma in un’atmosfera leggera. Ho apprezzato molto l’insieme: la carriera, il significato dell’arte, le vicende dei figli sono una cornice avvincente da seguire.
Una lettura leggera ma che sa intrattenere, consigliata a tutti!