Review Tour: Recensione di “Non dobbiamo stare vicini” di Ester Bradamante

New York ha da sempre la fama di essere una sorta di terra della speranza, in cui chiunque vi approdi può davvero realizzare i propri sogni.
Sara è spinta dal desiderio non solo di completare gli studi ma anche di trovare un lavoro e vede nell’America il luogo perfetto. Qui è legata dall’amicizia con Juls, ragazza con cui divide l’appartamento.
Sarà lei il punto focale dell’incontro imprevisto quanto segnato dal destino con Luke, collega di Juls e dall’animo tutt’altro che sognatore. Pratico, sicuro di sé, indifferente ai veri sentimenti e alle nuove conoscenze.
Opposti, certo, ma qualcosa farà avvicinare Luke e Sara sempre più, mettendo in discussione tutto quello che hanno sempre pensato fino ad ora.

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Review Party: Recensione di “Loki. Il giovane dio dell’inganno” di Mackenzie Lee

Loki è un giovane principe, a contatto con la Corte di Odino, Padre degli Dei, vive le sue giornate nello sfarzo e nella bellezza, all’interno di una famiglia che sembra volerlo amare. Eppure, non gli sfuggono gli sguardi d’odio lanciati verso di lui e, crescendo, la competizione con il fratellastro Thor si fa sempre più pungente. Sue caratteristiche non sono la forza fisica e il desiderio di dominio, ma l’intelligenza e l’arte della magia, che lo portano sempre più a scavare e a mettere in discussione tutto, alla ricerca della verità. L’incontro con Amora, un’apprendista maga, fa scattare in lui qualcosa che lo fa sentire finalmente davvero accettato.

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Review Party: Recensione di “Shadowhunters: La Catena d’Oro” di Cassandra Clare

Cordelia Carstairs conosce da sempre il mondo degli Shadowhunters e dei Nascosti. Complice il suo sangue e le sue origini, ha sempre cercato di essere una combattente, una donna libera e determinata nel portare avanti le sue convinzioni, nonostante la cultura del suo tempo la voglia accasata e obbediente al marito. Ma quando lo scandalo cade su suo padre, insieme al fratello Alastairs viaggia verso Londra, per allontanarsi temporaneamente dal pandemonio che ha colpito la famiglia. Qui ritrova gli amici d’infanzia James e Lucie Herondale, che le mostrano le meraviglie della vita diurna e notturna.
Disgraziatamente, un’orda di demoni colpisce la città, portando con sé un veleno tanto potente da abbattere gli stessi Cacciatori. Così, poteri tanto oscuri quanto misteriosi riemergono per determinare le sorti di una battaglia drammatica già in partenza.
Ormai sono molti anni che la Clare mi fa compagnia nella mia vita da lettrice e sono sempre più convinta di non poter fare a meno delle sue storie. Creare un mondo vasto, dettagliato e originale come il suo, mantenerlo nel corso del tempo senza fermarsi, è un impegno che penso costi sempre fatica, nonostante la passione. Cassie ci riesce, a volte con qualche intoppo, altre volte con risultati splendidi. Con “La Catena d’Oro”, in uscita oggi a livello mondiale, la scrittrice torna letteralmente alle origini: non solo perché la storia fa da seguito alla trilogia vittoria The Infernal Devices (ai tempi chiamata proprio “Le Origini), ma anche per l’atmosfera che si respira grazie a uno stile che sa di famiglia e mette a proprio agio. Chi mi conosce sa quanto abbia amato le vicende di Will, Jem e Tessa, e sapere che la nuova trilogia prende avvio dal loro epilogo mi fa tremare il cuore di emozione, riportandomi alla me stessa di un tempo, che passava le notti a leggere perché proprio non ce la faceva a smettere. Questo nuovo libro mi ha data sensazioni simili, piacevoli da provare soprattutto per la maturità raggiunta sia come persona che come lettrice. Immergermi di nuovo nella mia amata Londra degli Shadowhunters mi ha mostrato la rinnovata bellezza che la saga intera può ancora mostrare: personaggi conosciuti si mostrano al lettore come cari amici, che spingono i nuovi a mostrarsi con le loro sfaccettature e a farsi apprezzare per ognuna di queste. Amicizia e amore, orrori e battaglie, angeli e demoni. Temi che si ripresentano e si rincorrono, ma che ogni volta sanno intrattenere e dare nuovi insegnamenti.
Approvo senza ombra di dubbio l’esordio della trilogia The Last Hour e attendo con impazienza che il seguito venga pubblicato.

Review Party: Recensione di “Il mistero di Ash – Le indagini paranormali di Fedor Chestel” di Victoria M. Shyller

Misteriosi quanto terrificanti fatti stanno per sconvolgere il piccolo paesino nel Kenter, Ash. Non solo sono fatti che odorano di morte, ma che si tingono del sangue rosso e innocente di una serie di bambine trovate prive di vita.
Per dare giustizia al dolore dei cittadini, Fedor Chestel e Delvin Fraser si addentrano sempre di più nella vicenda. Stare attenti agli indizi che si presentano davanti agli occhi e cercare di ascoltare la voce soffocata in eterno delle vittime diventa il loro pane quotidiano. Ma il tempo scorre e loro hanno solo sette giorni per riuscire a venire a capo della vicenda.
Il primo elemento che spicca quando ci si trova di fronte a “Il mistero di Ash”, è sicuramente quello che richiama i Penny Dreadfuls inglesi, pubblicati a puntate sui quotidiani dell’epoca per intrattenere il proprio pubblico. A maggior ragione, possiamo definire questo primo breve libro come la prima di tante indagini in cui i protagonisti si imbatteranno. Ho adorato l’atmosfera gotica e a tratti horror che costantemente si respira nella piccola cittadina in cui la vicenda è calata e il costante far credere al lettore che nulla è come sembra in apparenza. Come accade agli investigatori, anche chi legge non può fare a meno di porsi domande e di interfacciarsi con la realtà mista a un qualcosa che può sembrare fantasia e che va al di là dell’umana comprensione.
Si rimane impietriti di fronte alla crudeltà e al massacro di anime innocenti, tali perché appartenenti a dei bambini, e questo rende il tutto ancora più inquietante e folle. Approfondire le indagini può voler dire solo una cosa: sprofondare in orrori che forse sarebbe meglio non scoperchiare e per cui ci sarà chi lotterà proprio per affossare la verità.
Ho apprezzato la caratterizzazione dei personaggi principali: Fedor e Delvin ricordano inevitabilmente la squadra intramontabile di Sherlock/Watson, e penso che siano uno splendido tributo ai protagonisti dei gialli di Arthur Conan Doyle. 
Con uno stile semplice e molto scorrevole, la Shyller ha saputo tentarmi con una storia dalle tinte a cavallo del thriller e del noir, con una storia che lascia fin dall’inizio sul filo del rasoio.
La Segreti in Giallo Edizioni ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista della cura grafica, che mi ha colpito subito per lo stile, perfetto per centrare al meglio la storia.
Sono molto curiosa di tornare nel mondo paranormale creato dalla scrittrice, soprattutto per soddisfare il cliffhanger che caratterizza la fine di questa prima avventura.

Review Party: Recensione di “La ragazza con la macchina da scrivere” di Desy Icardi

Ci sono eventi della vita cui una persona può assistere solo guardando dall’esterno, perché è impossibile comprendere come sia passarli in prima persona.

Dalia è sempre stata una donna attiva e libera, eppure ora con la vecchiaia un ictus l’ha imprigionata nel suo stesso corpo. Ma qualcosa di prezioso può dare voce ai suoi pensieri e ricordi: muovere i polpastrelli sulla sua Olivetti e lasciare che le parole prendano forma attraverso la scrittura.

Così, entriamo in contatto con la Dalia del passato, una donna che dal presente si evince essere sempre stata forte e che dalle difficoltà ha imparato a rialzarsi ogni volta senza mai darsi per vinta. Dalia diventa così un punto di riferimento per trovare in sé stessi il coraggio di inseguire i propri desideri affrontando le paure per l’ignoto sempre a testa alta.

Il contesto storico in cui la storia è ambientata è ben definito e costruisce una cornice attorno alla vita della protagonista senza invadere il fulcro ma adattandosi a esso. L’opera scorre intensa e al tempo stesso veloce, grazie allo stile di scrittura della Icardi che travolge per la quantità di emozioni che riesce a trasmettere e in cui i lettori possono ritrovarsi ed esplorarsi.

È davvero difficile non apprezzare la penna di Desy Icardi, che con naturalezza mi conquista a ogni pagina, facendomi appassionare ai personaggi e alle ambientazioni da lei create, con una sensibilità estrema che mi commuove e mi fa desiderare di essere migliore.