Blog Tour: “La ragazza del faro” di Alessia Coppola – Citazioni

Esiste come una sorta di incanto meraviglioso, nelle parole che Alessia Coppola mette in fila, una dopo l’altra, nei suoi libri. Chi la conosce e l’apprezza già sa, ma per chi non ha ancora avuto occasione può prendere a modello “La ragazza del faro”, sua ultima fatica edita da Newton Compton e in vendita dal 7 Maggio.
Di seguito lascio le citazioni più belle, che colpiscono il cuore con messaggi profondi e grande emozione.

Era forgiata con la forza delle onde e la pazienza del tempo, e quando camminava aveva la grazia di un cigno che solca il pelo dell’acqua: sembrava galleggiare come se la terra non le appartenesse del tutto. Apparteneva infatti al mare, come le stelle alla notte. Ed era bella da incutere quasi paura, quel timore che coglieva gli uomini quando la guardavano negli occhi e credevano di cadere ai suoi piedi, come tessere di un domino.

Copyright “La ragazza del faro” di Alessia Coppola, Newton Compton Editori, 2019
Questa è una delle prime e intense descrizioni dell’animo della protagonista. Luna, ragazza tanto misteriosa quanto affascinante, che pian piano apre il proprio cuore ai lettori, come sfogliando un libro. In queste frasi ho avvertito subito un senso di tormento interiore e incomprensione agli occhi esterni di chi l’ha sempre guardata con superficialità. Senza affrontare gli spettri che spesso una persona può nascondere in sé.

In questo era simile a sua madre: amava le tempeste, i tuoni che squassano, la animavano solo forti sentimenti. Era caparbia e nulla la smuoveva dai suoi obiettivi. E, come i coralli che si avvinghiano e resistono anche se la corrente sembra scuoterli, lei restava ferma nelle sue convinzioni.

 Copyright “La ragazza del faro” di Alessia Coppola, Newton Compton Editori, 2019

Ma Luna segue imperterrita i suoi sogni e obiettivi e si affida alle stelle per scoprire cosa è successo alla madre scomparsa. Non si da pace per il vuoto che la donna ha lasciato e che lei non riesce a colmare, sente che solo portando a termine quella missione, forse, potrà trovare delle risposte. Per questo, nonostante ciò che gli altri possano affermare, lei continua ad aggrapparsi a questa convinzione, spesso con la conseguenza di isolarsi dagli altri su quel faro cui è tanto legata. Ritengo che non ci sia solo caparbietà, ma anche una grande forza e un lodevole coraggio nell’avere fede in qualcosa che è così incerto all’orizzonte. Non è poi così raro arrendersi, ad un dato punto. Ma per Luna, no. Questo non è decisamente contemplato.

«Credi in Dio?» «No, affatto. Ma in un fato che scrive e tesse alle nostre spalle. E tu, in cosa credi?» «Alle stelle, al mare, e anche ai disegni del destino». Lui serrò le labbra. «Quindi anche tu credi che ci sia una ragione per cui le persone entrano nella nostra vita?» «Ne sono fermamente convinta».

 Copyright “La ragazza del faro” di Alessia Coppola, Newton Compton Editori, 2019


Trovo che sia davvero difficile, come già dicevo, in qualcosa che non è certo che si avveri davvero. Ancor di più, credo sia complesso credere in qualcosa come il destino. Questo è un discorso controverso e che non potrà mettere mai d’accordo universalmente tutti. In “La ragazza del faro”, però, si respira come un sentore di speranza nel futuro e nelle persone che incontreremo durante la vita, come se volesse insidiarsi anche nei più scettici dando conforto su ciò che di bello potrebbe accadere. Da un evento, a una persona, in grado di sconvolgere in positivo il quotidiano.

La verità è una conquista che costa lacrime.

 Copyright “La ragazza del faro” di Alessia Coppola, Newton Compton Editori, 2019

Forse sono proprio gli incontri che mettono in discussione il passato e il presente di una persona: concentrata sul proprio scopo, Luna non sembra quasi accorgersi inizialmente di un possibile nuovo amore che può sbocciarle dentro. Ma è proprio quell’amore che può condurla a ciò che sta cercando. Ma quali sono le conseguenze della verità? Davvero scoprirla è sempre la soluzione. Ed ecco che l’ignoto torna prepotente: fa paura, fa soffrire. Non si può sapere l’impatto che la verità può avere fino a che questa non si presenta. Se porta gioia o dolore è solo un’altra avventura da affrontare.
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Review Party: Recensione di “La ragazza del faro” di Alessia Coppola

« La verità è una conquista che costa lacrime. »

Quando ci si trova ad affrontare un evento drammatico è difficile porvi rimedio: spesso, bisogna semplicemente farsene una ragione se qualcosa di brutto accade e a quel punto andare avanti. Senza però mai accettarlo davvero.
La perdita di un genitore è un’esperienza che fortunatamente non ho dovuto ancora affrontare. Eppure, al solo pensiero, sono percorsa da brividi di terrore e orrore per quella che potrebbe diventare la mia vita dal quel momento in avanti. Mi sentirei talmente persa nel dolore da non riuscire più a trovare gioia nel quotidiano.
Luna, da un giorno con l’altro, ha perso la madre in un brutto incidente. Non riesce a non pensare ai bei ricordi legati a lei, non sa come trovare la risposta ad un’ingiustizia così irragionevole. Eppure, nelle stelle trova un po’ di conforto, memore della passione che anche sua mamma aveva per quei puntini luminosi. Nonostante sia stata la ricerca di una di queste che ha in qualche modo causato la sua scomparsa. La ragazza torna appena può al faro cui la sua famiglia è legata, contro il volere del padre che la vorrebbe più serena e in compagnia di qualcuno, sostenuta da zio Ammone che rivede nella nipote la tenacia della sorella deceduta.
Ma sull’Isola dei Gigli di Mare, qualcosa sta per approdare: un piccolo contenitore pieno di caramelle e fotografie sconvolge l’esistenza di Luna dandole un nuovo obiettivo. Capire chi ha scattato la foto che ritrae lei e la madre la porta ad interrogare ancora una volta le stelle, che le rivelano in modo enigmatico ciò che potrebbe davvero cambiarle la vita. Entrare nella vita di Luna non è semplice, di questo Hermes se ne renderà presto conto. Ma qualcosa di misterioso li tiene legati, qualcosa che solo l’amata isola sa e può indicare.
“La ragazza del faro” tocca con delicatezza i tasti più dolenti che una persona deve affrontare nella vita e li trasforma, addolcendo il tutto in una poesia piena di malinconia, verità, lacrime di sofferenza e felicità. Alessia Coppola sa bene come tessere le storie che le affollano la mente e riesce a metterle tutte su carta lasciando in ognuna di queste un pezzettino di sé. Posso rivedere un po’ di lei in ognuna delle straordinarie donne delle sue opere che è come se vivessero in armonia tra loro, come se ognuna potesse insegnare qualcosa per far crescere l’altra. Ce le vedrei davvero bene Lavinia e Luna a gustarsi un tè o una cioccolata calda, insieme, al riparo di una veranda immersa nella natura mentre il vento salmastro scompiglia loro i capelli.
Alessia è una scrittrice incredibile che, come un faro nella notte, illumina la via con le sue storie piene di meraviglia e amore.

Review Party: Recensione di “Un Amore Perduto” di Liz Trenow

« Paradossalmente era nei momenti come quelli, fugaci istanti di felicità inattesa, che il dolore della perdita la investiva con maggior forza, facendola vacillare e minacciando di mandare in frantumi la sua maschera. Subito dopo, scoprì di provare un senso di disperazione e smarrimento ancor più profondo, quando la sofferenza della mancanza di lui si torceva come un coltello che aveva piantato nel cuore. »

Quando si pensa all’amore, si pensa a tutto ciò che di positivo ne possa derivare. Eppure, a volte amore è anche sinonimo di perdita, rimpianto, sofferenza. Perché il ricordo di un amore lontano, in qualsiasi modo questo sia, provoca una fitta di dolore, lenita solo dai momenti di sollievo.
Questa è la storia di tre donne. Non hanno nulla in comune, all’apparenza, ma scopriranno, al momento del loro incontro, quanto il destino le abbia legate tra loro e quanto la guerra possa legare le persone seppure distanti. 
La battaglia delle Fiandre si è appena conclusa, ma Ruby, Alice e Martha hanno lasciato sul campo un pezzo di sé. Quando agli esterni alla guerra viene concesso di visitare quei luoghi devastati da urla silenti e sangue versato, le tre decidono, non senza timori, di partire, alla ricerca di ciò che più hanno perduto: il vero amore, un fratello, un figlio.
Ma è meglio darsi pace o non perdere la speranza, quando si cerca chi è disperso? Cosa può essere successo, per non fare ritorno a casa e non essere nemmeno ritrovato deceduto a terra dai compagni sopravvissuti?
Il coraggio e la forza dell’amore spronano le donne a non lasciarsi abbattere fino in fondo, ma a credere che l’amore possa davvero vincere, anche sulla guerra.
Liz Trenow narra con una delicatezza estrema fatti d’orrore e trauma per l’umanità. Lo fa da un punto di vista insolito ma d’impatto, perché spesso in guerra si parla di chi è in prima fila ma non sempre di chi attende con angoscia crescente chi ha visto partire. Non mancano i riferimenti storici, che si amalgamano bene alla narrazione. Fa riflettere, specie per l’occasione del 14 febbraio, sulla potenza di un legame, e quanto questo influenzi la vita delle persone. Non è di certo un romanzo leggero, ma in compenso sa lasciare molto a chi si immerge nella lettura e ne esce con un nuovo spirito. 
Le storie perfette per S. Valentino
Spinta dalla giornata, mi sento di consigliare altrettante storie che sono state in grado di farmi battere il cuore. Non sono letture recenti, proprio per questo mi piace citarle, per mostrare quanto abbiano lasciato il segno in me.
Per chi cerca un amore… insolito!
“La ragazza di carta” di Guillaume Musso.
In piena crisi di ispirazione, solo e senza un soldo, lo scrittore Tom Boyde non riesce a terminare il suo ultimo romanzo. Proprio quando tutto sembra perduto, nella sua vita entra Billie. Misteriosa e bellissima, compare all’improvviso in una notte di pioggia, con una storia incredibile da raccontare. Gli dice infatti di essere la protagonista del suo romanzo, caduta nel mondo reale da una frase che lui ha lasciato in sospeso. Se ora Tom non riprenderà a scrivere, lei morirà. Sembra assurdo, eppure… Eppure, Tom le crede. Perché è già follemente innamorato. Insieme Billie e Tom affronteranno un’avventura straordinaria, in cui nulla è ciò che sembra. E scopriranno che la vita, a volte, può essere un gioco pericoloso…
Per chi cerca un amore… intenso!
“Come l’ultimo rigore” di Alessia Esse.
Quando Viola Costa e Lorenzo Ragone hanno diciassette anni, sono convinti che il loro amore sia più forte di tutto. Lei sogna di diventare una giornalista sportiva. Lui è un calciatore forte e brillante. S’innamorano sui banchi di scuola, senza sapere che il primo amore è sì il più dolce, ma anche il più debole e il più vulnerabile. La fine della loro storia li segna entrambi, allontanandoli e rovinando la loro amicizia.
Oggi, Viola e Lorenzo non potrebbero essere più distanti. Lei, un’affermata giornalista, vive e lavora a Milano. Lui, invece, vive a Pontenero, il luogo in cui è nato il loro amore.
È lì che Viola è diretta per trascorrere un mese di vacanza, ed è lì che – nonostante l’iniziale rifiuto – riallaccerà i rapporti con Lorenzo.
In un viaggio tra presente e passato, i due giovani, ormai adulti, avranno la possibilità di ripercorrere la loro storia, e di fare i conti con gli sbagli, i rimpianti, le opportunità mancate. E con una scintilla che forse non si è mai spenta.
Per chi cerca un amore… oltre i confini del tempo!
Il canto delle parole perdute di Andrés Pascual.
Nagasaki, agosto 1945. Kazuo, un ragazzo occidentale adottato da una famiglia giapponese, e Junko, figlia di una maestra di ikebana, si sono ripromessi di incontrarsi su una collina per suggellare il loro amore adolescente con un haiku. Pochi minuti prima dell’appuntamento, la bomba atomica trasforma la città intera nell’inferno. Tokyo, febbraio 2011. Emilian Zäch, architetto svizzero in crisi, funzionario delle Nazioni Unite e sostenitore dell’energia nucleare, conosce una gallerista di arte giapponese ossessionata dall’idea di rintracciare il primo amore della nonna. Due storie parallele, destinate a incrociarsi in un finale che sorprende. Un libro sulla forza dell’amore capace di superare ogni cosa. Una storia di speranza e determinazione, di abbandono e di coraggio, un romanzo sull’importanza di non dimenticare le tragedie del passato per affrontare le sfide del presente e scrivere il nostro futuro.



Review Party: Recensione di “Silence” di Tim Lebbon

« Restate in silenzio. Restate vivi »

In una sera come tante altre, Ally passa il tempo guardando la tv. Si sofferma su Discovery Channel, che trasmette i risultati di un’importante ricerca in Ucraina. Ma ciò che lentamente viene mostrato in diretta mondiale è un orrore perpetrato in quell’esatto momento e che inesorabile segna coloro che impotenti osservano. Una crudele carneficina, provocata da artigli e denti affilati, appartenenti a creature ben poco definite. Sembrano uccelli, poi vespe, poi qualcos’altro. Una cosa è certa: se il mondo sembrava al sicuro perché lontano da quei luoghi, sente sempre più palpabile il terrore che la catastrofe possa diffondersi in ogni dove. I morti aumentano, così come i disastri documentati attraverso i media. Ma il pericolo sembra venire attratto dalle urla di paura: si muove trascinato dai suoni verso la successiva preda.
Così, il mondo deve sforzarsi di stare in silenzio. Come quello di Ally stessa, che da anni non conosce più alcun suono.
L’apocalisse sembra essere quindi giunta. Sarà possibile trovare una soluzione di salvezza?

Tim Lebbon introduce il lettore alla sua storia utilizzando uno stratagemma infido, ma efficace: presentare la quiete prima della tempesta. Le catastrofi non si fanno attendere, non si annunciano: semplicemente accadono, sconvolgono e devastano. L’uomo è per la maggiore impotente di fronte alla forza della natura, specie quando questa si rivolta al suo volere. La televisione, in questo caso, rappresenta l’unico mezzo attraverso cui sapere e conseguentemente, in un certo senso, avere il controllo su ciò che accade. Ma è solo un’illusione, che fa credere di poter essere al sicuro stando alla larga da ciò che danneggia.
Ben presto, per sopravvivere, i protagonisti saranno costretti a muoversi, sforzandosi di farlo il più silenziosamente possibile. Impresa assai ardua, soprattutto perché il terrore porta gli esseri viventi a fare rumore. Una situazione del genere, nella realtà, causerebbe un vero e proprio sterminio, perché è impossibile fermare di colpo l’ingranaggio caotico che ogni giorno mette in moto ogni cosa esistente, tanto da assordare e disorientare.

La vita di Ally è come racchiusa in una bolla: non mancano le difficoltà quotidiane, date soprattutto da chi è così ottuso da non comprendere la sua situazione, ma queste vengono ben compensate dall’amore di chi la circonda, che non vede nella sordità una condizione per cui trattarla diversamente. Questo è un aspetto degno di nota, all’interno del romanzo: mostrare la normalità di una disabilità.
Infatti, oltre alla vicenda orizzontale, non mancano di essere mostrate dinamiche di vita familiare che approfondiscono maggiormente la conoscenza dei personaggi. Non sono divagazioni volte solo ad allungare la trama, servono piuttosto ad integrare le molteplici reazioni umane di fronte all’incombente fine.
L’atmosfera che si respira è pesante e in costante tensione: non c’è capitolo che passa senza mostrare il dramma e la debolezza che crescono al crescere dell’ombra mortale.
Cosa sono queste creature? Cosa le ha scatenate?
Tante sono le domande che lasciano attoniti. Solo prendendo coraggio e arrivando all’ultima pagina si potrà, forse, ritrovare la quiete iniziale.

Review Party: Recensione di: “Il segreto della seconda pergamena” di Matteo Di Giulio

« Anche lui aveva sofferto le pene dell’inferno. Nessuno di loro era stato graziato dall’ingiustizia, ma avevano sempre trovato la forza per rialzarsi e combattere. »

Privo di speranze per il futuro e gli aguzzini alle calcagna, Martino Durante è in fuga con il figlio e il fratello verso la salvezza. Quando pensa di essere finalmente al sicuro, ecco che l’incubo torna pulsante e presente davanti ai suoi occhi. Proteggere la sua famiglia diventa la priorità vitale quando un nobile assetato di potere si mette sulle loro tracce: Niccolò Durante è infatti l’unico capace di interpretare un codice racchiuso in un’antica pergamena.
Matteo Di Giulio trasmette attraverso questo libro un’atmosfera fredda e tesa, al tempo stesso frenetica per il susseguirsi di emozioni e avvenimenti descritti. Sono rimasta con il fiato sospeso dall’inizio alla fine per poter capire dove il destino dei protagonisti li avrebbe condotti: Martino e gli altri personaggi sembrano solo in apparenza avere il controllo sulle proprie scelte e azioni, ma in realtà è tutto già scritto e intessuto. Ogni giorno si accavalla all’altro solo per arrivare alla fine. Di Giulio ha uno stile di scrittura scorrevole, coinvolgente e incisivo. Lo studio approfondito dei luoghi e del periodo storico del 1500 fa sì che il lettore possa calarsi maggiormente nella storia, che accende in lui la curiosità che lo porta ad indagare su ciò che è stato reale o meno, divertendosi nel vedere come realtà e finzione possono sposarsi perfettamente.