Blog Tour: “Vorrei essere mio fratello” di Markus Zusak – L’amore ai tempi di Zusak

In occasione dell’uscita del libro “Vorrei essere mio fratello”, secondo della trilogia “The Wolfe Brothers” di Markus Zusak, insieme ad altri blogger è stato organizzato un tour per introdurvi all’interno del mondo di questo talentuoso scrittore che è riuscito a conquistare milioni di lettori, inclusa la sottoscritta.
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Ciò che maggiormente colpisce dello stile di Zusak è la freschezza e spontaneità con cui trasmette emozioni attraverso la scrittura. In ogni suo libro l’amore è di sicuro un elemento basilare, mio è il compito quest’oggi individuare per voi degli esempi.
In “Storia di una ladra di libri”, è subito lampante l’intenso legame che lega la piccola Liesel alla lettura, nonostante viva in un momento storico in cui è il terrore a farla da padrone:
1. Ripensandoci, Liesel avrebbe saputo dire esattamente che cosa pensava Papà mentre scorreva la prima pagina del Manuale del necroforo. Rendendosi conto della difficoltà del testo, era ben consapevole che, per Liesel, un libro siffatto era tutt’altro che l’ideale. C’erano parole che creavano problemi anche a lui, per non parlare poi dell’argomento macabro. La ragazza, dal canto suo, aveva un così impellente desiderio di leggere che non provava neppure a capire. In un certo senso, forse voleva essere sicura che suo fratello fosse stato sepolto a dovere. Qualunque ne fosse il motivo, la sua fame di leggere era intensa quanto può conoscerla qualunque essere umano di dieci anni.
2. La stanza si ridusse prontamente, finché con qualche breve passo la ladra di libri riuscì a toccare gli scaffali. Fece scorrere il dorso della mano sul primo piano, ascoltando il fruscio delle sue unghie che sfioravano la spina dorsale di ogni libro. Pareva il suono di uno strumento, o un rumore di piedi in fuga. Usò entrambe le mani. Le fece correre su uno scaffale dopo l’altro. E scoppiò a ridere. La voce le crebbe acuta in gola, e quando infine si arrestò e rimase immobile al centro della stanza, passò vari minuti ad andare con lo sguardo dagli scaffali alle proprie dita. Quanti libri aveva toccato? Quanti ne aveva sentiti? Avanzò di nuovo e lo rifece, stavolta molto più lentamente, con le palme delle mani protese, per permettere alla loro carne di percepire il minuscolo ostacolo di ogni libro. Era come una magia, come la bellezza, mentre vivi raggi di luce splendevano su un candeliere. Più volte quasi tirò fuori del suo posto un volume, ma non ebbe l’ardire di disturbarlo. Erano troppo perfetti.
In “Io sono il messaggero”, il protagonista assoluto è l’amore che Ed prova segretamente per Audrey. Un sentimento talmente forte che porta il ragazzo a gettarsi in altro, per non rovinare il rapporto d’amicizia. Ma come può tentare di instaurare una relazione con un’altra persona, se i suoi pensieri tornano sempre a lei?
1. La guardo… vorrei tanto che ce ne andassimo dentro e facessimo l’amore sul divano.
Che ci fondessimo l’uno nell’altra.
Che ci prendessimo.
Che ci facessimo.
Ma non succede niente.
Ce ne stiamo seduti lì, a bere una bottiglia di vino aromatizzato da quattro soldi che ha portato lei, mentre accarezzo il Portinaio con i piedi.

2. Mi alzo, obbedendo a un impulso, vado da Audrey e la bacio sulla bocca. Assaporo le labbra rosse, la carne, l’aria dentro di lei, e con gli occhi chiusi sento lei per un secondo. La sento, e questa sensazione mi sfreccia accanto, veloce. Mi attraversa, mi passa sopra, e adesso ho caldo e freddo e sto tremando, sono abbattuto. Abbattuto dal suono della mia bocca che scivola via dalla sua, finché tra noi non cala un silenzio incerto.


Eccoci giunti alla trilogia The Wolfe Brothers, che ha inizio con “A 15 anni sei troppo vecchio”, proseguendo con “Vorrei essere mio fratello”. Il rapporto tra Cameron e Ruben va oltre il legame di sangue ed è più forte delle differenze di ognuno. Cameron segue il fratello nelle bravate, fantastica sulle ragazze che trova stampate nelle sue riviste. Quando conosce Rebecca, infine, entra in collisione con la sua prima cotta e con l’ingenua temerarietà che questa porta con sé:
1. Ero lacerato tra l’amore che provavo per il suo viso e il suo corpo, e quello per la sua voce. Il viso aveva carattere, certo. Forza. L’amavo. Amavo il suo collo e la sua gola, le sue spalle, le braccia e le gambe. Amavo tutto di lei…

2. Giurai a me stesso che se mai avessi avuto una ragazza, l’avrei trattata bene, non sarei mai stato uno stronzo, o un porco, e non le avrei mai fatto del male.
Lo giurai a me stesso, ed ero assolutamente sicuro che l’avrei fatto.

Nel secondo capitolo, i due fratelli tornano con maggiore maturità e consapevolezza, cercando di affrontare una situazione famigliare delicata che mostra ancora una volta l’amore che intercorre tra i Wolfe:
1. Siamo dei sopravvissuti. Siamo lupi, cioè cani selvatici, e questo è il nostro posto, in città. Siamo piccoli, e viviamo in una casa piccola in una piccola strada urbana. Vediamo la città, la linea ferroviaria, ed è tutto molto bello in un modo pericoloso. Sì, sono cose pericolose perché condivise dalle persone, che le usano, che si battono per esse.

2. Ricordo chiaramente quei momenti: ricordo come, a fine giornata, quando il sole tornava a fondersi nell’orizzonte, papà veniva da noi con dei chiodi in mano e ci diceva: «Bambini, questi sono chiodi magici». E il giorno dopo, quando ci svegliavano i colpi del martello, ci credevamo. Credevamo che quei chiodi fossero magici, e forse lo sono ancora perché ci riportano indietro, a quel rumore. A quel rumore martellante. Ci riportano a nostro padre, a com’era allora: un uomo alto, forte, chino a lavorare, con un sorriso severo, i capelli ispidi e ricci. Aveva le spalle lievemente incurvate, indossava una camicia sporca. E i suoi occhi erano pieni di vita… Si sentiva appagato… aveva l’aria di chi ha il pieno controllo della situazione, di chi è convinto di comportarsi bene, mentre martellava sotto quel cielo color mandarino o nel crepuscolo che arrivava pian piano, bagnato da una lieve pioggerellina, con le gocce che cadevano come piccole schegge dalle nuvole. A quei tempi era nostro padre, non un semplice essere umano.
«Adesso è troppo reale», rispondo a mio fratello. Non c’è molto altro da dire, quando hai appena visto il tuo vecchio bussare alla porta della gente, per cercare lavoro.
Una persona reale.
Che tutta questa realtà fa vacillare.
Mezzo uomo, ma…
…ancora umano.


Una cosa è certa: i libri di Markus Zusak meritano di essere letti. Nonostante i protagonisti possano essere più o meno lontani da ognuno dei lettori, questi parlano di fatti ed emozioni reali e autentiche, che sanno toccare chiunque perché chiunque, almeno una volta nella vita, ha provato le stesse cose.

Ready Player One: Blog Tour – A caccia di citazioni nerd

Sono felicissima di potervi parlare oggi di “Ready Player One” di Ernest Cline, una lettura che è entrata nel mio cuore e ci è rimasta. L’opera, che torna in libreria grazie alla DeAgostini in una nuova veste grafica, contiene tutto quello che maggiormente adoro e mi rappresenta: tinte post-apocalittiche, azione, gioco di ruolo, cultura nerd e pop anni Ottanta/Novanta.
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8/11 A caccia di citazioni nerd: https://the-mad-otter.it/
9/11 Ready Player One: il film: https://leparolesegretedigaia.blogspot.it/
10/11 Dentro la tomba degli orrori: http://www.chiacchiereletterarie.it/page.php?7


Siete pronti a diventare dei Gunters e tuffarvi in OASIS alla ricerca dell’eredità di James Halliday?
Ogni riferimento a Dungeon’s & Dragons
non è affatto casuale
Oggi vi offro un piccolo assaggio delle meraviglie contenute all’interno di questo fantascientifico mondo, presentandovi “L’invito di Anorak”, il cortometraggio montato dal creatore del videogioco prima di morire per illustrare in ogni stato le regole per vincere il suo lascito.
Un po’ come il Willy Wonka di Roald Dahl o il Re dei Pirati Gol D. Roger presente in One Piece, alla fine di un percorso complesso e pieno di ostacoli, Halliday ha posto un premio misterioso ma succulento, capace di cambiare la vita di chi lo conquisterà. Questo è rappresentato da un Easter Egg, un frammento di codice, nascosto nello sconfinato OASIS.
Sulle note di Dead Man’s Party degli Oingo Boingo e tra una maglietta di Space Invaders e una dei Muppets, il creatore inizia a narrare:
«Io, James Donovan Halliday, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e capace di intendere e di volere, con il presente messaggio stabilisco, rendo pubblico e dichiaro che questo documento costituirà le mie ultime volontà e il mio testamento, e revoco ogni testamento di qualsivoglia natura redatto da me in precedenza…»
Le stanze sul video cambiano, mentre ci si addentra sempre più nella spiegazione: 
Poco distante, un televisore Zenith a 21 pollici cui è collegato un Atari 2600.
«Questa è la prima consolle che abbia mai avuto» dice Halliday con la voce di un bambino. «È un Atari 2600. Me l’hanno regalato per Natale, nel 1979». Si siede di fronte alla consolle, raccoglie un joystick e comincia a giocare. «Questo era il mio gioco preferito» continua indicando lo schermo del televisore, dove un quadratino sta attraversando una serie di labirinti piuttosto semplici. «Si chiamava Adventure….»
Per facilitare la ricerca vengono mostrate tre chiavi, di rame, giada e cristallo che, se trovate, condurranno i “viandanti” verso la meta.
Passano cinque anni, la caccia alla prima chiave non ha portato risultati e l’entusiasmo per l’iniziativa si affievolisce, fino ad essere totalmente dimenticata.
Fino alla notte in cui sulla schermata dei punteggi appare il nome di un avatar: dietro l’identità di Parzival di nasconde il giovane Wade Watts.
Sapevo bene che non sarei riuscito a riaddormentarmi, perciò decisi di ammazzare il tempo che rimaneva prima dell’alba rispolverando qualche classico. Galaga, Defender, Asteroids. Erano giochi obsoleti, dei dinosauri digitali, pezzi da museo già da prima che nascessi. Ma io ero un gunter, e per me non erano soltanto degli eccentrici oggetti d’antiquariato a bassa risoluzione. Erano reliquie da venerare. 
Dopo essersi dedicato anima e corpo alla conoscenza della cultura pop anni ottanta, tra una canzone dei Clash, una partita a Galaxian, la visione dell’intera opera dei Monty Python e la lettura di tutti i tomi di Douglas Adams, il diciottenne di Oklahoma City è riuscito infine a trovare la Chiave di Rame, la prima per arrivare all’Easter Egg.
Nonostante sia così lontano dalla giovinezza di James Halliday, in mezzo ai videogiochi vecchio stile Wade si sente a proprio agio, libero dalle preoccupazioni di un mondo sempre più alla deriva:
Ne amavo il ritmo frenetico, la brutale semplicità. Robotron si basava interamente sull’istinto e sui riflessi. Giocare ai vecchi videogiochi mi permetteva, ogni volta, di schiarirmi la mente e di sentirmi a mio agio. Se ero giù di morale, o mi sentivo frustrato, dovevo solo dare un colpetto al pulsante Player One, e tutte le angosce mi abbandonavano, via via che la mente si concentrava sull’incessante assalto di pixel davanti ai miei occhi. 
X-Men, Lanterna Verde e Clark Kent e altri personaggi dei fumetti hanno accompagnato l’infanzia del protagonista, senza un padre e con una madre che è costretta a prostituirsi online per riuscire a guadagnare.
La Caccia è lunga e faticosa, contare sulle guide di altri utenti può essere utile:
Quando avevo iniziato a leggerlo, Arty’s Missives stava diventando uno dei blog più famosi di internet, con milioni di visite al giorno. E Art3mis, ormai, era quasi una celebrità, almeno nei circoli gunter. Ma la fama non le aveva dato alla testa. Il suo stile continuava a essere divertente e autoironico. Il suo ultimo post, Il Blues di John Hughes, era un testo dettagliatissimo in cui Art3mis discettava dei sei teen movie di John Hughes che lei preferiva e che aveva distinto in due trilogie: la trilogia delle “Fantasie della liceale sfigata” (Sixteen Candles, Bella in rosa, Un meraviglioso batticuore), e la trilogia delle “Fantasie del liceale sfigato” (The Breakfast Club, La donna esplosiva, Una pazza giornata di vacanza).
“Ready Player One” non è solo un lungo elenco di nomi di giochi e di film, ma integra ogni cosa all’interno della storia. Il libro stesso ha una struttura tipica di un film anni ’80: fa riferimento a quel genere di cinema avventuroso per ragazzi che ha conquistato il cuore di generazioni, da “I Goonies”, a “Ritorno al Futuro” e “E.T.”, fino al genere dei “robottoni” quali Gundam e Ultraman.

In questo somiglia molto alle atmosfere che si respirano nella serie tv pluriacclamata targata Netflix “Stranger Things”, che è riuscita a riportare in auge elementi tipici di quegli stessi anni rimodernizzandoli. I Duffer Brothers, così come Ernest Cline, hanno colpito le giuste corde nostalgiche e hanno creato nei più giovani nuovi spunti di svago.
Sperando di avervi un po’ incuriosito vi lascio le regole del giveaway e vi invito a guardare il trailer del film se ancora non l’aveste fatto. Ho versato copiose lacrime, tanta è stata l’emozione provata. Divertitevi a scoprire le varie citazioni nerd e non dimenticatevi di continuare a seguire questo fantastico blog tour!

GIVEAWAY

Per avere la possibilità di vincere una copia del libro, dovete compilare il form qua sotto:
-Iscrivetevi ai blog e canali
-Mettete mi piace alla pagina DeA
-Lasciare un commento in ogni tappa

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Blog Tour + Giveaway: “Scarlet. L’ultima sfida” di Chiara Casalini – I vampiri nell’immaginario e nella realtà

Benvenuti nel Blog Tour dedicato a “L’ultima sfida”, terzo libro della serie Scarlet di Chiara Casalini. Alla fine dell’articolo troverete le regole per partecipare al giveaway, mi piacerebbe molto però che seguiate con sincero interesse uno dei tour più stimolanti a cui abbia partecipato fino ad ora.

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Il vampiro: la trasformazione di un umano in una creatura che genera orrore. La sua è una figura controversa, ma certamente uno dei protagonisti della nostra cultura.

Le credenze vampiriche nacquero in epoca tardo bizantina per poi svilupparsi nel medioevo.

Inizialmente viene inteso come una superstizione popolare legata alla morte: un morto poteva ritornare in vita per uno spiacevole decesso, come un’uccisione violenta o un suicidio, oppure a causa di malformazioni fisiche o eventi negativi avvenuti in vita.

Così, il defunto rianimato ritornava per tormentare l’esistenza dei vivi, secondo alcune credenze privandoli del sangue o di un organo essenziale.

Il vampiro violava le abitazioni, perseguitando e uccidendo gli uomini, facendoli ammalare di peste. Le continue epidemie fecero cadere nel terrore le popolazioni che, per difendersi, iniziarono a utilizzare macabre pratiche di sepoltura. Ad ogni nuova catastrofe, veniva riesumato il cadavere che si credeva avesse provocato l’evento specifico per verificarne la decomposizione e, nel caso, provocarla volontariamente: esorcismo, decapitazione o fuoco sono solo alcuni degli espedienti usati.

Il collegamento tra sangue e vampiro, così come la trasformazione di un umano mediante un morso, appartiene, però, alla letteratura.

Non possiamo fare a meno di citare il capolavoro della letteratura gotica Dracula di Bram Stoker, pubblicato nel 1897. L’orrore e il tormento di un’esistenza eterna e dannata aleggiano come un fardello pesante sulle spalle del Conte.

Certo è che il vampiro è una fonte apparentemente inesauribile d’ispirazione: da John Polidori, alla Carmilla di Le Fanu fino alle Cronache dei vampiri di Anne Rice, tutti hanno saputo dare una propria interpretazione che ha inevitabilmente influenzato ciò che è venuto dopo.

L’argomento di questa tappa mi sta davvero molto a cuore: la figura del vampiro mi accompagna sin dalla tenera età, ma solo negli ultimi anni sono riuscita ad approcciarmici nella maniera a me più consona.

L’associazione di gioco di ruolo dal vivo Camarilla Italia, di cui faccio parte, propone ai propri giocatori una serie di ambientazioni a tematica horror, tra cui “Vampiri: Il Requiem”, appartenente al cosiddetto Nuovo Mondo di Tenebra.

I vampiri di questo setting vivono all’ombra del mondo mortale, cercando di dominarlo e influenzarlo a proprio piacimento.

Si differenziano per clan:

I Daeva sono vampiri che calcano uno dei i vizi capitali per cercare di ritornare in possesso delle emozioni perdute con l’umanità. Spesso accusati di essere troppo lascivi per dedicarsi agli intrighi della politica, in realtà essi sanno giocare bene le loro carte ammaliando e convincendo gli altri a fare cose per loro.

I Mekhet sono il clan di quei vampiri che vogliono rimanere nell’ombra e da lì manipolare il resto dei vampiri e dell’umanità. Affascinati dall’occulto fino a diventarne schiavi, soffrono più di altri la vicinanza alla luce e il timore del fuoco.

I Gangrel sono i vampiri che più conoscono la natura della Bestia, il mostro che alberga in ogni vampiro, e che meglio sanno controllarla. Spesso molto ferali e selvatici anche nel vestire, sanno anche essere eleganti comandanti e fieri danzatori del Requiem.

I Nosferatu soffrono di una maledizione che getta attorno a loro un’aura di timore, nonostante non tutti siano di aspetto terrificante. Padroni di un mondo al di sotto delle fogne, un regno distante e alieno infestato dai fantasmi del passato.

I Ventrue sono vampiri che ambiscono alle posizioni di comando, siano esse di grandi imperi finanziari, sia di efferate organizzazioni criminali. Spesso eleganti e formali, sanno anche distinguersi come re dei bassifondi e degli emarginati.

E per congrega:

La Lancea Sanctum è la congrega che si raccoglie sotto la figura di Longino, Santo Nero che per il suo peccato venne maledetto e trasformato in vampiro.

Il Circolo della Megera è la congrega pagana che venera gli antichi Dei e utilizza la magia del sangue come strumento divinatorio ma anche come arma.

L’Ordo Dracul è la congrega che si rifà agli studi di Vlad Tepes, Dracula, volti al superamento della condizione vampirica e alla trascendenza dell’essere. Alchimisti, studiosi.

Il Movimento Carthiano è una congrega che ritiene che la monarchia sia una forma di governo superata e che i vampiri debbano aggiornarsi studiando nuove forme di governo più democratiche.

In breve, i giochi della casa editrice White Wolf hanno influenzato un’intera generazione di letteratura e cinematografia dedicate ai vampiri.

Il vampiro è, infatti, comparso nei videogiochi, ha invaso gli scaffali delle librerie, gli schermi televisivi e cinematografici.

Se inizialmente ha dominato il genere horror (come “Nosferatu”, ad esempio), da “Intervista col vampiro” in poi, è stato umanizzato, dotato di sentimenti e carica erotica, diventando un personaggio affascinante e seducente.

Così, sono nate serie tv come “Buffy l’ammazzavampiri” e “Vampire Diaries” e saghe come l’acclamata “Twilight” di Stephenie Meyer. La serie “Scarlet” non è assolutamente da meno e se vi approccerete alla lettura non rimarrete delusi.


GIVEAWAY

Per vincere la copia cartacea del romanzo dovete:
– Diventare lettori fissi di ogni blog partecipante
– Commentare le tappe del blogtour aggiungendo l’indirizzo email per essere contattati in caso di vincita
– Seguire la pagina facebook dell’autrice Chiara Casalini 
– Condividere e taggare almeno tre amici
Regole facoltative per aggiungere più punti
– Condividere in ogni social anche in più giorni
– Condividere il banner su Instagram con #lestregheasamhain
– Rispondere alla domanda: “Come immagini la figura della strega?”

BlogTour + Giveaway: “Wolfheart. La ragazza lupo” di Alessia Coppola – Quinta Tappa

Sono lieta di presentarvi la quinta tappa di un evento emozionante dedicato al nuovo libro di Alessia Coppola: “Wolfheart. La ragazza lupo” edito per La Corte Editore.
Seguite tutte le tappe fino al 12 novembre, per avere la possibilità di vincere una copia cartacea del libro!

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Oggi parliamo delle creature che si nascondono tra le pagine del libro. Specifico che le descrizioni riportate non contengono anticipazioni sugli eventi salienti della storia, non abbiate timore di leggerle.
Totemki: figli diretti della terra, in stretta connessione con gli elementi. Sono umani marchiati sulla pelle e nell’anima dallo spirito del Totem. L’animale totemico diveniva un tutt’uno con il proprio portatore, mutandolo nella forma del Totem stesso. Corvo, lupo, orso, cervo, puma sono solo alcune delle forme assunte. A ogni animale magico appartiene un elemento. Agli animali con gli zoccoli appartiene l’elemento della terra; ai volatili corrispondono l’aria e i fulmini; agli animali acquatici, spetta l’acqua e i moti del mare; infine, a tutti i predatori e gli animali dotati di artigli, appartiene il fuoco. I primi Totemki erano originari delle terre selvagge del vecchio mondo. 
Damoir: Detti anche figli delle ombre, discendono dai primi due figli della dea Lilith. 
Quando furono generati non erano che ombre senza forma, vagavano sulla terra impossessandosi degli umani e, ogni volta che sorgeva il sole, il corpo ospite li cacciava ed erano costretti a cercarne un altro. L’incantesimo di uno stregone li rese di carne, fornì loro un involucro che potevano mantenere solo cibandosi di cuori umani. Da allora, iniziarono ad aggirarsi per il mondo. 
Ibridi: Sono i figli mezzosangue dei Damoir, nati da donne mortali infettate dal morso dei demoni. I loro corpi non subiscono mutazioni, restano umani, anche nel momento della morte.

Vampiri: Sovrannaturali feroci e fisicamente forti che si nutrono solo di sangue, lasciando il più delle volte le loro vittime in vita. Offrendo il proprio sangue ad un mortale, gli può permettere di diventare un figlio delle ombre. L’oscurità è la loro casa, ciò li rende malinconici, languidi. Vivono i fasti del loro tempo attraverso la memoria.

Licantropi: Uomini-lupo, lupi mannari. Si è tali fin dalla nascita o perché si viene morsi, ma secondo la leggenda sono i diretti discendenti di Romolo e Remo. La trasformazione in licantropo avviene a ogni luna piena, quando l’aroma dell’aconito e della luparia in fiore si disperdono nell’aria. Il gene viene trasmesso di generazione in generazione, saltandone una, ai maschi: le femmine, infatti, non riescono a superare la muta.
Negromanti: Stregoni in grado di riportare in vita i morti. Il settimo figlio del settimo figlio è in genere il più potente stregone o negromante della sua linea di sangue, se non della sua generazione.
Streghe – Veggenti: Donne di grande esperienza e con abilità magiche considerevoli. Nello specifico, coloro che hanno il potere della preveggenza, hanno visioni del futuro e possono stabilire contatti con la mente
Bambini Indaco: Dotati di poteri eccezionali e capacità psichiche in grado di mutare la materia. Questi bambini sono temuti e bramati solo in tenera età, perché crescendo perdono i propri poteri. 
Cosa ne pensate? Quale creatura vi affascina e quale invece vi inquieta?
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Seguendo questo regolamento potete avere la possibilità di vincere la copia cartacea messa in palio dalla casa editrice. In bocca al lupo!
– Seguite il blogtour e diventate lettori fissi dei blog partecipanti:

http://peccati-di-penna.blogspot.it

– Diventate fan della pagina Facebook La Corte Editore https://www.facebook.com/lacorteeditore
– Diventate fan della pagina Facebook di Alessia Coppola https://www.facebook.com/alessiacoppla
– Condividere i post aiuta la fortuna!
Lasciate l’email per eventuali comunicazioni 
Nota: Il vincitore deve risiedere in Italia o avere un recapito in Italia per ricevere il libro, in caso contrario il premio passerà a un altro lettore. 

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Review Party: Recensione di “Il cacciatore di libri proibiti” di Fabio Delizzos


« Angelo li guardava, immobile, senza fretta, la luce dei suoi occhi che fissavano con insistenza era l’unico segno di vita apparente del suo corpo. Non era pazienza la sua, ma totale assenza di intenzioni, di desideri, di destinazioni. Non aspettava: era lì e basta. »

Nuova uscita targata Newton Compton Editori!
Il nome di Fabio Delizzos mi è passato diverse volte sotto agli occhi, tra gli scaffali delle librerie.
Eppure, questa è la prima volta che una sua opera finisce tra le mie mani e la reazione istantanea che ho avuto è stata: “Ma perché ho aspettato tanto?”
“Il cacciatore di libri proibiti” immerge il lettore in una porzione di mondo celata da tutto il resto. Un thriller storico che strizza l’occhio ai capolavori di Dan Brown, ma che racchiude in sé qualcosa di unico: realtà, fantasia, magia e illusione sono solo alcuni degli elementi che troverete tra le pagine.
Tutto parte da Roma, il 5 agosto del 1559, giorno della morte dell’odiato Papa Paolo IV. Questo scatena rivolte, guerre e spargimenti di sangue.
Nel contempo, però, c’è chi assiste ad eventi mistici: sarà vero oppure no?
A risolvere il mistero viene chiamato l’agente segreto Raphael Dardo, tenuto prigioniero perché in possesso di una fantomatica Bibbia maledetta. Ha tempo fino all’inizio del nuovo conclave per fare chiarezza e avere così la possibilità di riottenere una vita da uomo libero. Le indagini lo porteranno a mettersi sulle tracce del Codice dei Miracoli, raro e misterioso libro che nasconde un’alta conoscenza.
Una lettura frenetica e adrenalinica, dallo sviluppo complesso e personaggi che sanno colpire nei punti giusti e regalare vere emozioni.
Una nota d’apprezzamento per i piccoli accorgimenti presi dall’autore per spiegare a chi legge i riferimenti storici da cui ha preso. Questo denota la cura che uno scrittore deve sempre avere nella stesura di una storia, è un elemento che trovo sempre piacevole ritrovare.
Fabio Delizzos cerca di dare una risposta alle domande fondamentali… oppure il suo intento è quello di avvolgere ancora di più nel mistero la verità?
Ringrazio la casa editrice per questo evento.
Potete acquistare il libro a questo link.