Review Party: Recensione di “L’invasione degli Skaar” di Terry Brooks

« I rischi fanno parte della vita, quando la vita è guerra. Non è il momento di tirarsi indietro e rinunciare a tutto ciò che mi ha condotta dove sono. »

Terry Brooks torna nelle librerie di tutta Italia con un nuovo avvincente capitolo ambientato nel mondo di Shannara, tanto lontano a noi per certi versi ma sempre più vicino per altri.
La nuova saga, iniziata con “La pietra nera della magia” prosegue con questo nuovo capitolo, che ci avvicina man mano alla conclusione definitiva di una storia complessa, ricca di particolari e tematiche e che si è fatta amare da milioni di lettori in tutto il mondo nel corso degli anni.
Il misterioso esercito dai distruttivi poteri magici che ha invaso le Quattro Terre, mettendo in ginocchio tutti i popoli, ora assume maggiore consistenza e soprattutto un’identità: gli Skaar, un popolo feroce e spietato, pronto a tutto per poter fare propria una nuova terra, dopo che la sua nazione è stata, a sua volta, devastata. 
Tra gli invasori, spicca la figura di Ajin, la principessa degli Skaar, che guida la missione per fare in modo di essere notata da suo padre, il re, ora in qualche modo più appagato, per non dire soggiogato, dalla donna che le ha donato dei figli maschi. La sua caparbietà l’ha portata a diventare il comandante più forte degli Skaar, a vincere le battaglie più disperate e a sconfiggere ogni genere di difficoltà anche quando queste cercavano di schiacciarla al suolo. Il suo è un personaggio davvero particolare e interessante, che incarna la figura del cattivo com’è giusto che sia dal suo ruolo, ma che sorprende per la lealtà sconfinata verso i suoi compagni e il re. Il suo obiettivo è minare le alleanze presenti nelle Quattro Terre, ma contro chi dovrà scontrarsi?

“L’invasione degli Skaar” è un romanzo avvincente e appassionante, pieno di azione e scontri che fanno salire l’adrenalina alle stelle. Il ciclo della Caduta mi fa tornare con la mente alle origini, quando la me bambina veniva presa per mano da Brooks e condotta tra creature fantastiche e scenari apocalittici nei primi cicli di questa epopea. Il clima che si respira è quello di una fine imminente, ma di una creatura che ha la consapevolezza di poter splendere in eterno.

Review Party: Recensione di “La ragazza del faro” di Alessia Coppola

« La verità è una conquista che costa lacrime. »

Quando ci si trova ad affrontare un evento drammatico è difficile porvi rimedio: spesso, bisogna semplicemente farsene una ragione se qualcosa di brutto accade e a quel punto andare avanti. Senza però mai accettarlo davvero.
La perdita di un genitore è un’esperienza che fortunatamente non ho dovuto ancora affrontare. Eppure, al solo pensiero, sono percorsa da brividi di terrore e orrore per quella che potrebbe diventare la mia vita dal quel momento in avanti. Mi sentirei talmente persa nel dolore da non riuscire più a trovare gioia nel quotidiano.
Luna, da un giorno con l’altro, ha perso la madre in un brutto incidente. Non riesce a non pensare ai bei ricordi legati a lei, non sa come trovare la risposta ad un’ingiustizia così irragionevole. Eppure, nelle stelle trova un po’ di conforto, memore della passione che anche sua mamma aveva per quei puntini luminosi. Nonostante sia stata la ricerca di una di queste che ha in qualche modo causato la sua scomparsa. La ragazza torna appena può al faro cui la sua famiglia è legata, contro il volere del padre che la vorrebbe più serena e in compagnia di qualcuno, sostenuta da zio Ammone che rivede nella nipote la tenacia della sorella deceduta.
Ma sull’Isola dei Gigli di Mare, qualcosa sta per approdare: un piccolo contenitore pieno di caramelle e fotografie sconvolge l’esistenza di Luna dandole un nuovo obiettivo. Capire chi ha scattato la foto che ritrae lei e la madre la porta ad interrogare ancora una volta le stelle, che le rivelano in modo enigmatico ciò che potrebbe davvero cambiarle la vita. Entrare nella vita di Luna non è semplice, di questo Hermes se ne renderà presto conto. Ma qualcosa di misterioso li tiene legati, qualcosa che solo l’amata isola sa e può indicare.
“La ragazza del faro” tocca con delicatezza i tasti più dolenti che una persona deve affrontare nella vita e li trasforma, addolcendo il tutto in una poesia piena di malinconia, verità, lacrime di sofferenza e felicità. Alessia Coppola sa bene come tessere le storie che le affollano la mente e riesce a metterle tutte su carta lasciando in ognuna di queste un pezzettino di sé. Posso rivedere un po’ di lei in ognuna delle straordinarie donne delle sue opere che è come se vivessero in armonia tra loro, come se ognuna potesse insegnare qualcosa per far crescere l’altra. Ce le vedrei davvero bene Lavinia e Luna a gustarsi un tè o una cioccolata calda, insieme, al riparo di una veranda immersa nella natura mentre il vento salmastro scompiglia loro i capelli.
Alessia è una scrittrice incredibile che, come un faro nella notte, illumina la via con le sue storie piene di meraviglia e amore.

Review Party: Recensione di “La Quinta Stagione” di N. K. Jemisin

« E quando i ricognitori torneranno e riferiranno della devastazione che – come sai – troveranno a Sume, e dei sopravvissuti che – come sai – non troveranno, o almeno non in grande numero, non sarà più possibile negarlo. Resterà posto solo per la paura. E le persone spaventate cercano capri espiatori. »

Immaginare un futuro post-apocalittico non è così semplice come potrebbe sembrare. Le ispirazioni, ormai, sono molte, ma una storia riesce a spiccare tra il mucchio quando viene raccontata in un modo tanto originale da conquistare i lettori.

Questo è ciò che accade con “La Quinta Stagione” di N. K. Jemisin. L’Immoto è la terra devastata che l’uomo nei secoli ha contribuito a mandare in rovina. Antiche, ormai, sono le memorie del passato prospero. Ora ciò che conta è sopravvivere ai cataclismi che si abbattono puntualmente e che spazzano via i brandelli di quotidianità come neve al sole.

Simbologia, credenze e sovrannaturale si intrecciano fino a creare la civiltà attuale, in cui Yumenes cerca di emergere e comandare l’Impero.

Il libro ha una complessa struttura narrativa, suddivisa in tre parti. Tre, come le donne protagoniste, in tre luoghi differenti e in tre fasce temporali ben distinte. La lettura diventa una caccia all’ipotesi migliore che possa far comprendere come costoro siano legate l’una all’altra. Credetemi, non ci arriverete tanto facilmente. Ogni esperienza di vita che s’incontra nel romanzo è intrigante, così come scoprire il nuovo modo di pensare degli esseri umani, rassegnati ad una condizione prettamente di sopravvivenza, ma che non scorda di puntare il dito contro ad ogni occasione.

Fulcro della storia, infatti, è l’orogenia, il potere di controllare a piacimento le catastrofi naturali. Essun, Damaya e Syenite fanno parte di questa minoranza in schiavitù, sfruttata solo per il momento del bisogno ma odiata se per errore non riesce a contenere le scosse sismiche o le eruzioni.

L’impatto ambientale è un altro elemento fondamentale dell’opera perché rappresenta il nostro fallimento, il non aver agito correttamente nei confronti della natura quando ce n’erano ancora le possibilità. Si palesa un futuro drammaticamente verosimile, pensando a tutte le campagne ambientaliste che da decenni tentano di far ragionare invano l’uomo.

Lo stile della Jemisin è la vera magia. Trainante e coinvolgente, ad ogni pagina cresceva sempre più in me il desiderio di raggiungere il suo livello di scrittura e poter stilare una storia intensa emotivamente e capace di far riflettere.

Sono felice che questo sia solo il primo libro di una trilogia, credo che ormai di questa scrittrice non potrò più farne a meno. “La Quinta Stagione” si posiziona a mani basse tra le mie letture preferite di quest’anno.

Review Party: Recensione di “Un Amore Perduto” di Liz Trenow

« Paradossalmente era nei momenti come quelli, fugaci istanti di felicità inattesa, che il dolore della perdita la investiva con maggior forza, facendola vacillare e minacciando di mandare in frantumi la sua maschera. Subito dopo, scoprì di provare un senso di disperazione e smarrimento ancor più profondo, quando la sofferenza della mancanza di lui si torceva come un coltello che aveva piantato nel cuore. »

Quando si pensa all’amore, si pensa a tutto ciò che di positivo ne possa derivare. Eppure, a volte amore è anche sinonimo di perdita, rimpianto, sofferenza. Perché il ricordo di un amore lontano, in qualsiasi modo questo sia, provoca una fitta di dolore, lenita solo dai momenti di sollievo.
Questa è la storia di tre donne. Non hanno nulla in comune, all’apparenza, ma scopriranno, al momento del loro incontro, quanto il destino le abbia legate tra loro e quanto la guerra possa legare le persone seppure distanti. 
La battaglia delle Fiandre si è appena conclusa, ma Ruby, Alice e Martha hanno lasciato sul campo un pezzo di sé. Quando agli esterni alla guerra viene concesso di visitare quei luoghi devastati da urla silenti e sangue versato, le tre decidono, non senza timori, di partire, alla ricerca di ciò che più hanno perduto: il vero amore, un fratello, un figlio.
Ma è meglio darsi pace o non perdere la speranza, quando si cerca chi è disperso? Cosa può essere successo, per non fare ritorno a casa e non essere nemmeno ritrovato deceduto a terra dai compagni sopravvissuti?
Il coraggio e la forza dell’amore spronano le donne a non lasciarsi abbattere fino in fondo, ma a credere che l’amore possa davvero vincere, anche sulla guerra.
Liz Trenow narra con una delicatezza estrema fatti d’orrore e trauma per l’umanità. Lo fa da un punto di vista insolito ma d’impatto, perché spesso in guerra si parla di chi è in prima fila ma non sempre di chi attende con angoscia crescente chi ha visto partire. Non mancano i riferimenti storici, che si amalgamano bene alla narrazione. Fa riflettere, specie per l’occasione del 14 febbraio, sulla potenza di un legame, e quanto questo influenzi la vita delle persone. Non è di certo un romanzo leggero, ma in compenso sa lasciare molto a chi si immerge nella lettura e ne esce con un nuovo spirito. 
Le storie perfette per S. Valentino
Spinta dalla giornata, mi sento di consigliare altrettante storie che sono state in grado di farmi battere il cuore. Non sono letture recenti, proprio per questo mi piace citarle, per mostrare quanto abbiano lasciato il segno in me.
Per chi cerca un amore… insolito!
“La ragazza di carta” di Guillaume Musso.
In piena crisi di ispirazione, solo e senza un soldo, lo scrittore Tom Boyde non riesce a terminare il suo ultimo romanzo. Proprio quando tutto sembra perduto, nella sua vita entra Billie. Misteriosa e bellissima, compare all’improvviso in una notte di pioggia, con una storia incredibile da raccontare. Gli dice infatti di essere la protagonista del suo romanzo, caduta nel mondo reale da una frase che lui ha lasciato in sospeso. Se ora Tom non riprenderà a scrivere, lei morirà. Sembra assurdo, eppure… Eppure, Tom le crede. Perché è già follemente innamorato. Insieme Billie e Tom affronteranno un’avventura straordinaria, in cui nulla è ciò che sembra. E scopriranno che la vita, a volte, può essere un gioco pericoloso…
Per chi cerca un amore… intenso!
“Come l’ultimo rigore” di Alessia Esse.
Quando Viola Costa e Lorenzo Ragone hanno diciassette anni, sono convinti che il loro amore sia più forte di tutto. Lei sogna di diventare una giornalista sportiva. Lui è un calciatore forte e brillante. S’innamorano sui banchi di scuola, senza sapere che il primo amore è sì il più dolce, ma anche il più debole e il più vulnerabile. La fine della loro storia li segna entrambi, allontanandoli e rovinando la loro amicizia.
Oggi, Viola e Lorenzo non potrebbero essere più distanti. Lei, un’affermata giornalista, vive e lavora a Milano. Lui, invece, vive a Pontenero, il luogo in cui è nato il loro amore.
È lì che Viola è diretta per trascorrere un mese di vacanza, ed è lì che – nonostante l’iniziale rifiuto – riallaccerà i rapporti con Lorenzo.
In un viaggio tra presente e passato, i due giovani, ormai adulti, avranno la possibilità di ripercorrere la loro storia, e di fare i conti con gli sbagli, i rimpianti, le opportunità mancate. E con una scintilla che forse non si è mai spenta.
Per chi cerca un amore… oltre i confini del tempo!
Il canto delle parole perdute di Andrés Pascual.
Nagasaki, agosto 1945. Kazuo, un ragazzo occidentale adottato da una famiglia giapponese, e Junko, figlia di una maestra di ikebana, si sono ripromessi di incontrarsi su una collina per suggellare il loro amore adolescente con un haiku. Pochi minuti prima dell’appuntamento, la bomba atomica trasforma la città intera nell’inferno. Tokyo, febbraio 2011. Emilian Zäch, architetto svizzero in crisi, funzionario delle Nazioni Unite e sostenitore dell’energia nucleare, conosce una gallerista di arte giapponese ossessionata dall’idea di rintracciare il primo amore della nonna. Due storie parallele, destinate a incrociarsi in un finale che sorprende. Un libro sulla forza dell’amore capace di superare ogni cosa. Una storia di speranza e determinazione, di abbandono e di coraggio, un romanzo sull’importanza di non dimenticare le tragedie del passato per affrontare le sfide del presente e scrivere il nostro futuro.



Review Party: Recensione di “Symphony – Le note del cuore” di Martina Battistelli

« Sono nella musica che suono, nelle melodie che canto, in tutto ciò che mi hanno insegnato e che io ho voluto continuare a coltivare. »

La musica è come il filo rosso del destino: muove le anime verso coloro che le faranno stare bene. Crea legami, li spezza, li ricompone. Fa sorridere, piangere, riflettere, arrabbiare, concentrare, sfogare. Giusto l’altra sera discutevo con una persona a me cara su quanto l’esistenza sia povera senza qualche armonia di sottofondo.
C’è chi, con la musica, realizza i propri sogni. Come Roxie, che insegue il palcoscenico a ritmo del suono della propria voce. Lucas, questo sogno, sembra averlo già realizzato grazie alla sua band. Persone sconosciute, ma unite a filo doppio da un unico comune denominatore, impresso a fuoco anche solo nei loro nomi.
Non è facile inseguire i propri sogni, spesso la strada per afferrarli è lastricata di ostacoli, rimpianti, sacrifici e dolore. C’è sempre qualcosa che si mette in mezzo, da un giorno sbagliato ad una tragedia vera e propria. Tutto, sembrerebbe, per testare la propria forza di volontà.
Persi nel loro quotidiano da gestire, i due s’incontrano durante una serata apparentemente comune, ormai disillusi da un passato che non credono più reale. Si conoscono, diventano amici, ritrovano in loro quell’amore per la musica che credevano sepolto. Così, Lucas decide di scrivere un musical per lei. Per vederla splendere. Roxie sente di non essere mai stata tanto a contatto con il suo passato come in quel momento. 
Ma la musica non mostra ciò che le persone vogliono nascondere al mondo. Può solo accompagnarle e rassicurarle: vicino alla persona giusta, non c’è mistero che possa reggere.
Storie che parlano di passioni e sogni mi intrigano sempre, perché penso che da ognuna di loro io possa trarre degli insegnamenti. Non è stato semplice entrare nelle vite dei personaggi, ho dovuto più volte tornare sui miei passi e ricominciare, per comprenderli. L’amore è il fulcro pulsante delle vicende, necessario a dare una spinta verso il vero obiettivo.
Martina Battistelli è stata in grado di sorprendermi tessendo una storia basata su difficoltà reali, che davvero possono far disperare se si abbattono su qualcuno. Mi ha mostrato, pagina dopo pagina, che una via d’uscita la si può trovare, anche quando ci si è arresi. Nei momenti di tentennamento dei protagonisti, quando non sapevano se accogliere ancora una volta la musica, mi sono rivista come riflessa. Le passioni vanno inseguite e coltivate, ma queste sanno essere riconoscenti e inseguirti quando pensi che tutto sia finito.
TAPPE:


PROMOZIONE IN CORSO
Chi dimostra di aver prenotato l’eBook di Symphony, le Note del Cuore avrà in regalo l’eBook di Oblivium (il primo romanzo della saga Urban Fantasy di Martina Battistelli). Se avete già Oblivium basta dirlo e riceverete Vesper (Oblivium 2) al suo posto.
Tutto ciò che dovete fare è:
– mandare una e-mail all’indirizzo martinabattistelli@live.it allegando la foto/lo screenshot della conferma di avvenuto ordine
– specificare in quale file volete avere Oblivium o Vesper (ePub, mobi, PDF)
– scrivere nell’oggetto dell’e-mail “PROMOZIONE SYMPHONY”
“Symphony – Le note del cuore” è acquistabile qui