Category Archives: Recensioni
Review Party: Recensione di “Il mistero di Ash – Le indagini paranormali di Fedor Chestel” di Victoria M. Shyller
Misteriosi quanto terrificanti fatti stanno per sconvolgere il piccolo paesino nel Kenter, Ash. Non solo sono fatti che odorano di morte, ma che si tingono del sangue rosso e innocente di una serie di bambine trovate prive di vita.Review Party: Recensione di “La ragazza con la macchina da scrivere” di Desy Icardi
Ci sono eventi della vita cui una persona può assistere solo guardando dall’esterno, perché è impossibile comprendere come sia passarli in prima persona.
Dalia è sempre stata una donna attiva e libera, eppure ora con la vecchiaia un ictus l’ha imprigionata nel suo stesso corpo. Ma qualcosa di prezioso può dare voce ai suoi pensieri e ricordi: muovere i polpastrelli sulla sua Olivetti e lasciare che le parole prendano forma attraverso la scrittura.
Così, entriamo in contatto con la Dalia del passato, una donna che dal presente si evince essere sempre stata forte e che dalle difficoltà ha imparato a rialzarsi ogni volta senza mai darsi per vinta. Dalia diventa così un punto di riferimento per trovare in sé stessi il coraggio di inseguire i propri desideri affrontando le paure per l’ignoto sempre a testa alta.
Il contesto storico in cui la storia è ambientata è ben definito e costruisce una cornice attorno alla vita della protagonista senza invadere il fulcro ma adattandosi a esso. L’opera scorre intensa e al tempo stesso veloce, grazie allo stile di scrittura della Icardi che travolge per la quantità di emozioni che riesce a trasmettere e in cui i lettori possono ritrovarsi ed esplorarsi.
È davvero difficile non apprezzare la penna di Desy Icardi, che con naturalezza mi conquista a ogni pagina, facendomi appassionare ai personaggi e alle ambientazioni da lei create, con una sensibilità estrema che mi commuove e mi fa desiderare di essere migliore.
Review Party: Recensione di “La vita a un passo da noi” di Christian Berkel
L’amore che scoppia nei periodi più bui sembra sempre poter risanare il marcio nato dalla cattiveria umana. Ma al tempo stesso, l’amore nel tempo di guerra non è assolutamente facile da nutrire.
Questo è ciò che accade a Otto e Sala, che si sono conosciuti nel pieno dell’adolescenza, innamorandosi perdutamente com’è giusto che sia nel fiore di quegli anni. Ma la guerra, nonostante non sia ancora scoppiata, lancia dei segnali chiari nei confronti del popolo ebraico, che non è più il benvenuto soprattutto in Germania. Sala, nelle cui vene scorre il sangue di un’ebrea, è quindi costretta a fuggire e a lasciarsi tutto alle spalle, perfino la persona amata nelle cui vene scorre il sangue della cosiddetta razza pura.
Ma la Spagna degli anni Quaranta è tutt’altro che ospitale e la ragazza si trova a passare da un conflitto all’altro, che la costringe ancora una volta a spostarsi, adesso verso Parigi.
Nei meandri della mente di sua madre, ormai anziana e affetta da demenza, l’autore ripercorre una storia dolorosa e commovente al tempo stesso, che unisce fatti realmente accaduti a ciò che Berkel ha dovuto ricostruire attraverso l’immaginazione, fino a creare un’opera che è un tributo che, seppur soggettivo e personale, è degno per i fatti della Seconda Guerra Mondiale. Vita e morte, speranza e resa, amore e odio. Tutto ciò che riguarda l’animo umano è esternato attraverso gli occhi di una donna forte e desiderosa della propria indipendenza. Sala lungo il suo cammino incontra molteplici difficoltà, ma non smette mai di voler raggiungere un posto in cui sentirsi finalmente accettata e in cui potersi esprimere liberamente. Un desiderio tanto puro e naturale, quanto potente e commovente da esprimere, per il contesto storico in cui è immersa.
“La vita a un passo da noi” è un’opera che seppur priva di un ritmo incalzante e deciso, ha in sé una storia valida, frutto di un lungo e tutt’altro che semplice lavoro di ricerca. Christian Berkel è al suo esordio letterario e si pone di fronte al lettore a mente e cuore aperto, per presentare a chiunque voglia una storia vera, unica e speciale.
Review Party: Recensione di “Riverdale: L’albero dei delitti” di Micol Ostow
A Riverdale sembra essere tornata la pace e ora i paesani possono godersi i preparativi dei Riverdale Revels, tradizionale festival del raccolto fondato quasi un secolo prima.Archie e il suo gruppo sono intenzionati vivamente a godersi la manifestazione senza incappare in nulla di tragico. Ma quando viene riesumata la capsula del tempo sepolta 75 anni prima, riemerge un misterioso scheletro. In quale ennesimo segreto stanno per imbattersi i nostri protagonisti?
Micol Ostow è riuscita ancora una volta ad intrattenermi attraverso uno stile semplice e scorrevole e una storia intrigante e piena di misteri da svelare. Al contrario del libro precedente, in questo si da più importanza alla trama che all’approfondimento vero e proprio dei personaggi, che si limitano a essere meri spettatori senza una vera e propria evoluzione. Certo è vero che L’albero dei delitti aggiunge un tassello in più alla caratterizzazione della cittadina di Riverdale, che non smette ancora di sorprendere attraverso nuovi eventi del passato. Attendo il quarto volume con molta curiosità, anche per scoprire come l’autrice ha deciso di strutturare l’episodio successivo delle avventure di Archie e della sua banda.





