Review Party: Recensione di “La vendetta dell’imperatore” di Clive Cussler

« Il resto della forza d’assalto libica superò la duna. Nazari
aveva due alternative: scappare o affrontarla. Poiché le probabilità
di fuga erano minime, rivolse un ultimo sogghigno a Juan e decise di voltarsi a combattere.»

A Sant’Elena, il 28 aprile 1821, Napoleone Bonaparte trova uno spiraglio di salvezza, che potrebbe ricondurlo di nuovo ai vertici di gloria affossati dall’umiliazione. Invece, contro ogni sua previsione, si ritrova invischiato in qualcosa che va al di là della sua comprensione e del suo tempo, un enigma che risorge solo 200 anni dopo di lui.
Tra Algeria e Monaco si susseguono senza controllo inseguimenti, hackeraggi, rapimenti e ricatti. Tutto è nelle mani di Juan Cabrillo, eroe contemporaneo che farà di tutto per riassestare equilibri economici che rischiano di scoppiare, trascinando a fondo milioni di persone. Perché quando di mezzo c’è il potere, è come se la mente umana si annullasse, impazzendo e offuscando ciò che davvero è importante.
Di fronte alla possibilità d’impossessarsi di un tesoro tanto antico quanto prezioso, giunge il momento di solcare gli oceani, fuggire, temere la morte e infine trionfare.
Leggendo “La vendetta dell’imperatore”, posso affermare con certezza che l’abilita di Clive Cussler sia prendere degli elementi apparentemente scollegati per unirli in un’avventura adrenalinica, piena di azione e colpi di scena. Non è possibile riuscire ad inquadrare fin da subito la situazione, perché lo scrittore sa bene in quali punti celare i propri assi, calandoli al momento davvero opportuno e sorprendendo chi legge, che può solo prendere le redini della storia saldamente ma lasciare che sia lei a condurre le danze degli eventi, senza imporre alcun controllo.
TAPPE:

Segnalazione: “Social in love” di Tiziana Cazziero

Oggi vi presento il nuovo libro di Tiziana Cazziero, in uscita domani 22 febbraio: “Social in love”, un romance che si prospetta molto interessante e originale. Non vedo l’ora di poterlo leggere!
Titolo: Social In Love
Autore: Tiziana Cazziero
Editore: Self Publishing
Genere: commedia romantica – humour
Formato ebook: € 0,99
Formato cartaceo: prossimamente
Disponibilità: Amazon, Kindle Unlimited
Data di pubblicazione: 22 febbraio
Numero pagine: circa 100


Trama:

Può l’amore sbocciare nella chat di un social network? Leila è una giovane donna tradita dall’amore. Non vuole saperne più degli uomini, dopo aver trascorso ore e giornate intere nascosta nella sua stanza, decide di aprire un blog e un gruppo nei social network : Social in Love. Inaspettatamente questi spazi virtuali diventano famosi, in un anno i follower sono migliaia e tutti nell’ambiente vogliono scoprire chi è Leila di Social In Love. Il gruppo è tutto al femminile, parlano di uomini, tradimenti, dispiaceri e di come affrontare la sconfitta e la chiusura di una relazione. Molti sono  interessati al suo gruppo, tanti gli uomini curiosi che le scrivono per essere inseriti, ma lei nega l’ingresso al genere maschile. Riceve messaggi, mail e contatti, senza tuttavia dare a nessuno confidenza. Un giorno si imbatte in Henry, un giovane ragazzo curioso che comincia a corteggiarla in chat. Inizialmente rifiuta ogni contatto, ma ahimè, l’anim

o di Leila, incuriosita, cede e comincia un’amicizia virtuale in chat. La madre e l’amica Lorella vogliono che Leila trovi un ragazzo, si innamori nuovamente e sia felice. Lei però pensa che la felicità non sia legata a un uomo. Allo stesso modo la pensano anche le amiche del gruppo, nessuna deve avere alcuna relazione chi cede al corteggiamento di un uomo è allontanata. Leila decide di vivere un momento di rilassamento, non cerca l’amore, ma sarà l’amore a trovare Leila. Henry sarà quello giusto? Forse, peccato che nasconda un piccolo segreto. Tra incomprensioni, brutte figure, chat infuocate, screen e immagini rubate con liti e baruffe, Social in Love assicura amore, divertimento e sane risate.

Estratto:

«Sono d’accordo con te. Prima di andare però devo fare una cosa?» I miei occhi erano persi all’orizzonte, non lo vidi avvicinarsi e quando me ne accorsi non ebbi il tempo di rendermene conto. Poggiò una mano calda e confortevole sul mio viso e due labbra morbide si poggiarono con delicatezza sulle mie. Fu un bacio tenero. Aveva un sapore stupendo, dolce e desiderabile.
«Vuoi picchiarmi?» Domandò subito dopo. Fu un bisbiglio che udii appena.
«Non lo so ancora, ma credo che non lo farò.» Risposi. Henry si limitò ad annuire con la testa.
«Sono affamato, andiamo.» Mi prese la mano e mi invitò a seguirlo. Non ci credevo, passeggiavo per la città più bella del mondo mano nella mano con un ragazzo come se fossimo una coppia felice. Coppia! Ero impazzita o cosa? Quando fu il momento dei saluti, mi sentii in difficoltà, non sapevo se porgergli la mano formalmente, oppure se bastasse un semplice abbraccio, un bacio sulla guancia o cosa? Come si salutavano due persone che si erano conosciute in una chat e che si erano viste per la prima volta? Mi tolse lui ogni dubbio quando si avvicinò a me e con un leggero tocco della mano sinistra sulla mia spalla, mi donò un bacio delicato sulla guancia, anche se, in effetti, era molto vicino alle mie labbra. Con l’altra mano catturò invece una delle mie, gelida a causa del brusco calo della temperatura e del sole ormai ben nascosto sotto le sue coperte in attesa che tornasse il suo turno di lavoro. Era stata una bella giornata, iniziata molto presto con ansie e agitazioni, per terminare in modo rilassante con noi al centro della bella piazza del Duomo affollata come sempre, anche se intorno a noi sembrava esserci il nulla.
«Sono stato bene, Leila e grazie per non essere scappata.» Scossi la testa con un sorriso liberatorio che si trasmise a lui.
«Potrà sembrarti strano, ma dovrei esserti io grata per non esserti dato alla macchia dopo tre secondi. Mia madre si è raccomandata questa mattina calorosamente su questo fronte, ma… va bene, non ha importanza. Anch’io sono stata bene, Henry.»
«Hai parlato a tua madre del nostro incontro?» Mi prese il panico, avevo fatto la figura dell’adolescente, in quel frangente ne ebbi certezza e se la matematica non è un’opinione, io ero certamente rossa come un pomodoro.

Recensione: “Olga di Carta – Jum fatto di buio” di Elisabetta Gnone

« Guardò verso l’alto: non aveva pensato che il vuoto lasciato dal bosco avrebbe aperto la strada al cielo. E che da esso sarebbe venuta la magia che in quel momento, davanti ai suoi occhi, stava creando un nuovo mondo, solo per lei. »

In una gelida giornata d’inverno, nel paese di Balicò, Olga Papel ricominciò a raccontare.
I paesani l’attendevano, come il sole al mattino, per tornare a fantasticare su quelle stravaganti storie. Fino ad allora avevano provato come un vuoto, una mancanza. La sua assenza era uno squarcio da ricucire. Tra un brivido e l’altro, sia di freddo sia di timore, chi ascolta arriva a scoprire che stavolta il protagonista è proprio quel vuoto.
Jum è il suo nome, invisibile e inudibile.
Fatto di buio, nel silenzio si muove rumoroso, solo l’anima lo può percepire. Sussurra parole malevoli e si nutre di lacrime, specchio di un dolore così intenso da lasciare traccia. Perché quando si perde qualcosa, il vuoto esiste, e assorda e abbaglia.
Se non è vero che Olga ha vissuto ognuna delle sue avventure, si può stare certi che chiunque alla presenza di Jum si sia sentito al centro di tutto. Il dolore allontana, ma accomuna chi come un libro vuole aprirsi e mostrare le proprie pagine: Olga, sottile come carta, è pronta a sfiorarle e risanarle.

Esattamente come la sua creatrice, Elisabetta Gnone, che come una musa giunge ancora una volta al cuore di chi legge le storie da lei scritte. Mi sono sempre sentita al sicuro nel suo mondo di fantasia e stavolta posso affermare che più che essere tornata bambina ho trovato un nuovo modo per essere adulta.
Quando si cresce si trova molta più difficoltà a gestire gli eventi dolorosi di quanto non si riesca a fare da piccoli. Il carico della vita è sempre più sovrastante e concreto, così come gli impedimenti e gli imprevisti che adesso tocca affrontare in prima persona. Inutile negarlo: ci si sente persi. Come se qualcosa non fosse al suo esatto posto. Ma nell’oscurità bisogna sempre trovare il modo di sorridere e la nuova storia di Olga serve proprio a questo. Scaccia la paura per fare posto alla meraviglia, che si scova frammento dopo frammento in ogni pagina, fino al finale che sprona ad un nuovo atteggiamento e modo di pensare.

Per citare un’altra grande maestra di vita, colei che ha creato il mago più famoso del mondo: “La felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi… se solo uno si ricorda di accendere la luce.”

Che di un libro se ne etichetti il genere è ormai cosa consueta. Ma “Jum fatto di buio” è libero da identificazioni, impreciso come il vuoto perché si adatta ad ogni persona che lo prende in mano. Sa parlare al singolo in maniera personale e segreta.

Tu, lettore, fatti custode dei preziosi insegnamenti e vivili, portando con te la magia che aleggia innominata nelle parole di Olga. Ridi, osserva il tuo Jum e ridi. Solo così saprai colmarlo e da ogni caduta ti rialzerai più forte.

Review Party: Recensione di: “Il regno del male” di Sandro Ristori

« “Se il bene e il male sono un’unica cosa, perché noi puniamo il male? Perché premiamo il bene? Se bene e male sono solo parole prive di significato, che senso abbiamo noi?” »

Questa è la storia di una cruda realtà, fatta di guerre, pestilenza e morte.
Ognuna confinata nella propria provincia, lasciata quasi a sé stessa, in attesa che il destino faccia il proprio corso. Tutte condividono il dolore e la tensione di una vita faticosa, ma solo in apparenza sembrano viaggiare su vie parallele.
Il peso sul cuore non è indifferente agli occhi di chi assiste alle vicende come impotente spettatore. Si può solo andare avanti, attraverso le mappe che in un lampo portano da una situazione all’altra, disorientando con giusta causa il lettore, che si trova a chiedersi quali tra i personaggi abbiano maggiore valore.

“Il regno del male” di Sandro Ristori è pregno di un’inquietudine imprevista, che contamina questo primo libro, l’inizio di una saga fantasy dai risvolti sorprendenti. La spietatezza e insensibilità che affollano le pagine sono ben rese grazie ad uno stile di scrittura incisivo e scorrevole, ma positivamente rozzo nel far passare i contenuti. L’inchiostro è come il sangue versato tra le strade: indelebile, impressionante. La violenza di certe scene è tale da costringere per un istante a distogliere lo sguardo, come di fronte ad una pellicola che scorre inesorabile davanti agli occhi.

Un’ambientazione ricca, che ha molto da raccontare e da cui bisogna apprendere per essere capita. Mi ha ricordato quei videogiochi in cui la trama sì è importante, ma esplorare il mondo è un altrettanto interessante passatempo.
Ho amato senza alcun dubbio la storia legata a Coral, costretto ad abbandonare il suo villaggio, verso un ignoto che lo condurrà alla ricerca di risposte.
Mi sono lasciata affascinare dalla cultura legata ai sacerdoti: i Misteri, le Proposizioni, l’Ispezione sono tutti elementi che ricordano un credo antico, oscuro ma dannatamente ammaliante.
I dettagli rendono una storia più concreta e vivida, e qui di certo non ne mancano. Sembra superfluo, ma ogni cosa descritta porta a provare maggiore angoscia. Un esempio lampante è il racconto narrato nel primo capitolo, che catapulta in un istante nel mood dell’intero libro. Fiaba e realtà, innocenza e depravazione. Una contrapposizione perfetta per determinare cosa nasconde il Regno.

Addentrarsi nel marcio e respirarne il fetore sempre più a fondo è stata un’esperienza assuefante che mancava ormai da molto tempo nelle mie letture e da cui non voglio più distaccarmi.

Per le grandi storie ci vuole cura, studio, impegno e passione. Sandro Ristori si dimostra all’altezza dei pezzi grossi del genere fantasy, entrando senza dubbio tra gli scrittori che non mi lascerò sfuggire, in futuro.

Review Party: Recensione di “Inducimi in Tentazione” di Lucy Dale

« E ogni volta che lo sento
rivivo l’attimo in cui
la tua essenza
si è unita alla mia,
per creare quest’estasi
dei sensi. »


Il Review Party di oggi è dedicato a “Inducimi in tentazione” di Lucy Dale, una raccolta di quarantadue poesie erotiche disponibile qui per l’acquisto.


Poesie di questo genere non avevo ancora avuto modo di leggerle. In ogni pagina la tematica del sesso si amalgama a quello dell’Amore, sincero, intenso e passionale. Non c’è volgarità, le descrizioni associate all’atto sessuale sono pregne dei sentimenti provati ogni volta, simili ma al tempo stesso uniche e irripetibili. È stato interessante notare la presenza di entrambi i generi nei punti di vista di ogni testo: donna e uomo si alternano nell’elogiare il corpo, i movimenti, le reazioni e le maliziose suppliche del partner, in una lunga confessione, rivolta a sé stessi e all’altro. Come in una lettera d’amore adolescenziale, ma più spinta, consapevole e matura. Non c’è inganno, né vergogna, solo il piacere dello stare in intimità.

Una raccolta perfetta per questo periodo, da regalare e regalarsi.