Review Party: Recensione di “Terre Sommerse” di Kassandra Montag

In un prossimo futuro, il mondo sarà cambiato. La terra non è più abitabile perché coperta dall’acqua e solo le montagne riescono ancora a emergere. La gente si riunisce in bande e viaggia alla ricerca di terreno da conquistare. Myra e sua figlia Pearl stanno facendo del loro meglio per sopravvivere affidandosi solo a se stessi, non fidandosi di nessuno. Lo scopo di Myra è proteggere Pearl e trovare Row, l’altra figlia rapita durante l’ultima alluvione. Rapita dall’uomo che Myra amava.
Terre Sommerse è un prodotto completamente originale e di grande impatto. Con l’attuale attenzione ai cambiamenti climatici, è tempestivo e è molto facile vedere come un mondo come questo potrebbe essere possibile. La storia è un brillante ritratto del crollo dell’umanità. Quando non abbiamo nulla, cosa siamo disposti a negoziare o rischiare? Di chi ti fidi quando la persona di cui ti fidavi di più ha rapito tuo figlio? Rischi di aprirti a nuove persone o indurisci il tuo cuore e ti prendi cura di te stesso?
Questo libro è una lettura epica. È pieno di azione vivide nell’immaginazione. Preparatevi a un viaggio intenso in cui non si ha la sicurezza di un lieto fine, ma nel complesso davvero sorprendente.

Review Party: Recensione di “Inferno sulla terra” di Jim Thompson

Quanto può essere potente il potere della paura? 
Quanto può essere deleteria la continua insoddisfazione e frustrazione?
Con uno stile crudo e diretto ci addentriamo nei meandri della mente e della vita di Jimmie Dillon, uno scrittore sull’orlo del baratro che non vede uno spiraglio di appagamento nemmeno in ciò che scrive. Accerchiato da un ambiente in cui l’indifferenza la fa da padrona e da persone con intense emozioni e convinzioni, l’uomo cerca di attaccarsi al valore che per lui hanno le sue storie, desiderando di conquistare il consenso del pubblico, invano. Anziché trovare spunti, critiche costruttive, incitamento a proseguire, Jimmie è costretto in un costante muro sociale, dove l’egoismo e l’approfittarsi del prossimo sembrano le uniche armi per una vita di successo.
Eppure, lui non è così. E anche di fronte a un blocco cerca sempre di agire in un modo che dovrebbe essere considerato eticamente giusto ma che non fa altro che prendersi beffe di lui ancora e ancora.
“Inferno sulla terra” è un viaggio mentale drammaticamente vicino a chiunque abbia mai avuto delle difficoltà nella vita. Addentrarsi nei pensieri sempre più ossessivi del protagonista fa emergere con prepotenza le debolezze insite in ognuno di noi, che rispecchiano e trovano similitudini con ciò che Jimmy sta passando. Questa è una lettura impegnativa e non facile da digerire, perché più si scava nella psicosi più si rischia di perdersi al suo interno. Una e una sola è la domanda che può mettere a repentaglio il futuro: perseguire i propri sogni o rinunciarvi e somigliare un po’ di più alla società in cui si è immersi? HarperCollins ha portato in Italia un’opera del 1942 che sa adattarsi perfettamente ai dubbi che scombussolano molti che vivono ora, offrendo un libro molto particolare e complesso che richiede del tempo per farsi apprezzare, lasciando addosso una buona dose di turbamento che personalmente mi sconfigge i sensi e mi lascia prosciugata. In balia dei demoni da combattere.

Review Party: Recensione di “The Ghost Bride. Il Matrimonio Fantasma” di Yangsze Choo

« Con davanti l’accecante luce del sole, riuscivo a vedere il flusso del sangue scorrermi nelle palpebre. Morire mi pareva impossibile, incredibile. »

Nella Malesia di fine 1800, la famiglia Pan dovrebbe godere di ricche opportunità per un futuro più che agiato. Eppure, la disgrazia si è abbattuta sui suoi componenti e, dopo la morte della madre, la giovane Li Lan osserva suo padre cadere sempre più nel baratro dell’oppio.

Un barlume di speranza giunge con la proposta di matrimonio della famiglia Lim, che ben presto risulta essere tutt’altro che un’unione ordinaria: il suo futuro sposo, Lim Tian Ching, è deceduto prematuramente e il loro legame è volto a spazzare via l’inquietudine che quella tragedia ha portato con sé.

Come può rifiutarsi la giovane, quando lo spirito di Tian Ching inizia a perseguitarla nel sonno?

In perfetto stile orientale, Yangsze Choo ha tessuto una storia originale e intrigante, diversa da quelle canoniche che siamo abituati a vedere sugli scaffali, in quanto la cultura cinese è sempre lontana da quelle cui siamo abituati. L’accuratezza storica catapulta il lettore in una realtà palpabile di cui si ha sempre più la curiosità di scoprire. I personaggi sono ben caratterizzati e definiti, ognuno sorprende il lettore a proprio modo. La trama attira fin dalla prima pagina, in un crescendo che non accetta di arrivare all’epilogo e che vuole molto di più, vuole subito il libro successivo della serie.

Di quest’opera è in programma per Netflix una trasposizione in serie tv. Sono davvero molto curiosa di vederla, per tornare a farmi incantare dalla cultura cinese che spesso appare come una fiaba raffigurata con delicati tratti, ma che sa trasmettere intense emozioni.

Review Party: Recensione di “Il ragazzo che decise di seguire suo padre ad Auschwitz” di Jeremy Dronfield

« Non riusciva nemmeno a chiedersi come se la sarebbe cavata se il ragazzo non l’avesse seguito di sua spontanea volontà. Lo spirito della promessa infranta di tanto tempo prima viveva nel ragazzo, il legame che univa padre e figlio e che li aveva tenuti in vita fino a quell’istante. Se davvero fossero morti lì, quantomeno non sarebbero stato soli. »

Quando il tappezziere ebreo Gustav Kleinmann viene costretto a partire per la Germania su uno di quei famosi treni che tutti temono e vogliono evitare, sa che lui e il figlio Fritz stanno andando incontro a morte certa. Perché essere un ebreo nel 1939 non è facile, essere umano lo è ancora meno. Ha inizio un calvario interminabile, che porta alla separazione del padre dal figlio. Ma Fritz non lo vuole abbandonare e, nonostante tutti gli dicano di dimenticarlo per avere salva la vita, il ragazzo pretende di salire su uno dei vagoni diretti verso Auschwitz. 

Gustav intanto scrive, di sé, della sua famiglia, della sua nuova esistenza in gabbia. Il suo diario diventa una testimonianza fondamentale degli errori indicibili dei nazisti ma anche un simbolo del legame famigliare che può essere più potente di coloro che tentano in ogni modo di spezzarlo. 
Questo prezioso libro, edito per HarperCollins, rappresenta una storia unica che descrive l’Olocausto sia nelle vicende più drammatiche che in quelle piene di speranza, date da un’atmosfera incredibilmente delicata ed emotiva. Jeremy Dronfield narra con uno stile abile, intenso e diretto, la storia di una famiglia condannata a morte certa, evidenziando però ogni particolare che li rende ancora vivi e certi di potersi ritrovare, quando tutto sarà finito. 
Un romanzo per niente facile, ma nessuno di questo genere lo è mai, che è importante per continuare a tenere presente la memoria di coloro che non ci sono più direttamente a raccontarsi al mondo.

Review Party: Recensione “Il segreto del Canto di Natale” di Vanessa Lafaye

« Ho un solo scopo nella vita, proteggere te e me. Non permetterò che nulla mi distragga da questo obiettivo fino a quando non l’avrò raggiunto, fino a quando non avrò la certezza che non saremo mai più poveri. »

Quando si pensa al Natale è inevitabile non pensare alla gioia, ai regali, al calore di un focolare e della famiglia.
Purtroppo, però, non tutti sono così fortunati da poter avere un tetto sopra alla testa e cibo in abbondanza con cui arricchire le feste. Come Jacob Marley e Clara Marley, due orfani che vivono tra i vicoli freddi di Londra, cercando in ogni modo di sopravvivere e rivedere l’alba il giorno dopo. Jacob ha solo uno scopo: permettere a sé stesso e Clara di vivere in agiatezza. 
Per questo, da adulto, conosce ed entra in affari con Ebenezer Scrooge, evento tanto fortuito quanto fatale. Jacob cambierà modo di porsi, di pensare e di vivere, diventando egoista e dimenticandosi qual è stato il suo punto di partenza. Riuscirà Clara a farlo redimere?
Il Canto di Natale di Charles Dickens è forse una delle mie storie preferite in tema, perché riassume alla perfezione il significato del Natale e tutto ciò che questo dovrebbe avere.
“Il segreto del Canto di Natale” mi ha incuriosito subito per i richiami al classico e Lafaye è stata bravissima nel rinnovarlo offrendo una storia di fratellanza molto toccante. La storia dei Marley non era mai stata così tanto presa in considerazione ed è bello pensare ad un’origine sensata che ha poi portato l’incontro tra Jacob e Scrooge e la venuta successiva dei fantasmi del Natale passato, presente e futuro.

Seppur davvero breve, basta poco per entrare nell’atmosfera e immedesimarsi nelle situazioni che i personaggi affrontano, gioendo e piangendo con loro. 

Una lettura sicuramente consigliata e un regalo natalizio assolutamente azzeccato.