Ready Player One: Blog Tour – A caccia di citazioni nerd

Sono felicissima di potervi parlare oggi di “Ready Player One” di Ernest Cline, una lettura che è entrata nel mio cuore e ci è rimasta. L’opera, che torna in libreria grazie alla DeAgostini in una nuova veste grafica, contiene tutto quello che maggiormente adoro e mi rappresenta: tinte post-apocalittiche, azione, gioco di ruolo, cultura nerd e pop anni Ottanta/Novanta.
TAPPE


8/11 A caccia di citazioni nerd: https://the-mad-otter.it/
9/11 Ready Player One: il film: https://leparolesegretedigaia.blogspot.it/
10/11 Dentro la tomba degli orrori: http://www.chiacchiereletterarie.it/page.php?7


Siete pronti a diventare dei Gunters e tuffarvi in OASIS alla ricerca dell’eredità di James Halliday?
Ogni riferimento a Dungeon’s & Dragons
non è affatto casuale
Oggi vi offro un piccolo assaggio delle meraviglie contenute all’interno di questo fantascientifico mondo, presentandovi “L’invito di Anorak”, il cortometraggio montato dal creatore del videogioco prima di morire per illustrare in ogni stato le regole per vincere il suo lascito.
Un po’ come il Willy Wonka di Roald Dahl o il Re dei Pirati Gol D. Roger presente in One Piece, alla fine di un percorso complesso e pieno di ostacoli, Halliday ha posto un premio misterioso ma succulento, capace di cambiare la vita di chi lo conquisterà. Questo è rappresentato da un Easter Egg, un frammento di codice, nascosto nello sconfinato OASIS.
Sulle note di Dead Man’s Party degli Oingo Boingo e tra una maglietta di Space Invaders e una dei Muppets, il creatore inizia a narrare:
«Io, James Donovan Halliday, in pieno possesso delle mie facoltà mentali e capace di intendere e di volere, con il presente messaggio stabilisco, rendo pubblico e dichiaro che questo documento costituirà le mie ultime volontà e il mio testamento, e revoco ogni testamento di qualsivoglia natura redatto da me in precedenza…»
Le stanze sul video cambiano, mentre ci si addentra sempre più nella spiegazione: 
Poco distante, un televisore Zenith a 21 pollici cui è collegato un Atari 2600.
«Questa è la prima consolle che abbia mai avuto» dice Halliday con la voce di un bambino. «È un Atari 2600. Me l’hanno regalato per Natale, nel 1979». Si siede di fronte alla consolle, raccoglie un joystick e comincia a giocare. «Questo era il mio gioco preferito» continua indicando lo schermo del televisore, dove un quadratino sta attraversando una serie di labirinti piuttosto semplici. «Si chiamava Adventure….»
Per facilitare la ricerca vengono mostrate tre chiavi, di rame, giada e cristallo che, se trovate, condurranno i “viandanti” verso la meta.
Passano cinque anni, la caccia alla prima chiave non ha portato risultati e l’entusiasmo per l’iniziativa si affievolisce, fino ad essere totalmente dimenticata.
Fino alla notte in cui sulla schermata dei punteggi appare il nome di un avatar: dietro l’identità di Parzival di nasconde il giovane Wade Watts.
Sapevo bene che non sarei riuscito a riaddormentarmi, perciò decisi di ammazzare il tempo che rimaneva prima dell’alba rispolverando qualche classico. Galaga, Defender, Asteroids. Erano giochi obsoleti, dei dinosauri digitali, pezzi da museo già da prima che nascessi. Ma io ero un gunter, e per me non erano soltanto degli eccentrici oggetti d’antiquariato a bassa risoluzione. Erano reliquie da venerare. 
Dopo essersi dedicato anima e corpo alla conoscenza della cultura pop anni ottanta, tra una canzone dei Clash, una partita a Galaxian, la visione dell’intera opera dei Monty Python e la lettura di tutti i tomi di Douglas Adams, il diciottenne di Oklahoma City è riuscito infine a trovare la Chiave di Rame, la prima per arrivare all’Easter Egg.
Nonostante sia così lontano dalla giovinezza di James Halliday, in mezzo ai videogiochi vecchio stile Wade si sente a proprio agio, libero dalle preoccupazioni di un mondo sempre più alla deriva:
Ne amavo il ritmo frenetico, la brutale semplicità. Robotron si basava interamente sull’istinto e sui riflessi. Giocare ai vecchi videogiochi mi permetteva, ogni volta, di schiarirmi la mente e di sentirmi a mio agio. Se ero giù di morale, o mi sentivo frustrato, dovevo solo dare un colpetto al pulsante Player One, e tutte le angosce mi abbandonavano, via via che la mente si concentrava sull’incessante assalto di pixel davanti ai miei occhi. 
X-Men, Lanterna Verde e Clark Kent e altri personaggi dei fumetti hanno accompagnato l’infanzia del protagonista, senza un padre e con una madre che è costretta a prostituirsi online per riuscire a guadagnare.
La Caccia è lunga e faticosa, contare sulle guide di altri utenti può essere utile:
Quando avevo iniziato a leggerlo, Arty’s Missives stava diventando uno dei blog più famosi di internet, con milioni di visite al giorno. E Art3mis, ormai, era quasi una celebrità, almeno nei circoli gunter. Ma la fama non le aveva dato alla testa. Il suo stile continuava a essere divertente e autoironico. Il suo ultimo post, Il Blues di John Hughes, era un testo dettagliatissimo in cui Art3mis discettava dei sei teen movie di John Hughes che lei preferiva e che aveva distinto in due trilogie: la trilogia delle “Fantasie della liceale sfigata” (Sixteen Candles, Bella in rosa, Un meraviglioso batticuore), e la trilogia delle “Fantasie del liceale sfigato” (The Breakfast Club, La donna esplosiva, Una pazza giornata di vacanza).
“Ready Player One” non è solo un lungo elenco di nomi di giochi e di film, ma integra ogni cosa all’interno della storia. Il libro stesso ha una struttura tipica di un film anni ’80: fa riferimento a quel genere di cinema avventuroso per ragazzi che ha conquistato il cuore di generazioni, da “I Goonies”, a “Ritorno al Futuro” e “E.T.”, fino al genere dei “robottoni” quali Gundam e Ultraman.

In questo somiglia molto alle atmosfere che si respirano nella serie tv pluriacclamata targata Netflix “Stranger Things”, che è riuscita a riportare in auge elementi tipici di quegli stessi anni rimodernizzandoli. I Duffer Brothers, così come Ernest Cline, hanno colpito le giuste corde nostalgiche e hanno creato nei più giovani nuovi spunti di svago.
Sperando di avervi un po’ incuriosito vi lascio le regole del giveaway e vi invito a guardare il trailer del film se ancora non l’aveste fatto. Ho versato copiose lacrime, tanta è stata l’emozione provata. Divertitevi a scoprire le varie citazioni nerd e non dimenticatevi di continuare a seguire questo fantastico blog tour!

GIVEAWAY

Per avere la possibilità di vincere una copia del libro, dovete compilare il form qua sotto:
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a Rafflecopter giveaway

Review Party: Recensione di “Il cacciatore di libri proibiti” di Fabio Delizzos


« Angelo li guardava, immobile, senza fretta, la luce dei suoi occhi che fissavano con insistenza era l’unico segno di vita apparente del suo corpo. Non era pazienza la sua, ma totale assenza di intenzioni, di desideri, di destinazioni. Non aspettava: era lì e basta. »

Nuova uscita targata Newton Compton Editori!
Il nome di Fabio Delizzos mi è passato diverse volte sotto agli occhi, tra gli scaffali delle librerie.
Eppure, questa è la prima volta che una sua opera finisce tra le mie mani e la reazione istantanea che ho avuto è stata: “Ma perché ho aspettato tanto?”
“Il cacciatore di libri proibiti” immerge il lettore in una porzione di mondo celata da tutto il resto. Un thriller storico che strizza l’occhio ai capolavori di Dan Brown, ma che racchiude in sé qualcosa di unico: realtà, fantasia, magia e illusione sono solo alcuni degli elementi che troverete tra le pagine.
Tutto parte da Roma, il 5 agosto del 1559, giorno della morte dell’odiato Papa Paolo IV. Questo scatena rivolte, guerre e spargimenti di sangue.
Nel contempo, però, c’è chi assiste ad eventi mistici: sarà vero oppure no?
A risolvere il mistero viene chiamato l’agente segreto Raphael Dardo, tenuto prigioniero perché in possesso di una fantomatica Bibbia maledetta. Ha tempo fino all’inizio del nuovo conclave per fare chiarezza e avere così la possibilità di riottenere una vita da uomo libero. Le indagini lo porteranno a mettersi sulle tracce del Codice dei Miracoli, raro e misterioso libro che nasconde un’alta conoscenza.
Una lettura frenetica e adrenalinica, dallo sviluppo complesso e personaggi che sanno colpire nei punti giusti e regalare vere emozioni.
Una nota d’apprezzamento per i piccoli accorgimenti presi dall’autore per spiegare a chi legge i riferimenti storici da cui ha preso. Questo denota la cura che uno scrittore deve sempre avere nella stesura di una storia, è un elemento che trovo sempre piacevole ritrovare.
Fabio Delizzos cerca di dare una risposta alle domande fondamentali… oppure il suo intento è quello di avvolgere ancora di più nel mistero la verità?
Ringrazio la casa editrice per questo evento.
Potete acquistare il libro a questo link.

Segnalazione: “Wolfheart. La ragazza lupo” di Alessia Coppola

Con grande emozione presento un libro in uscita quest’oggi edito per La Corte Editore: “Wolfheart. La ragazza lupo”.
Finalmente il nuovo libro della carissima Alessia Coppola è in libreria! 
Di seguito trovate tutte le informazioni a riguardo, sappiate che consiglio caldamente l’acquisto ancor prima di averlo comprato: le storie di questa scrittrice sono una garanzia!

TITOLO: Wolfheart. La ragazza lupo
AUTORE: Alessia Coppola
EDITORE: La Corte Editore
GENERE: Urban Fantasy
PREZZO: cart. 16,90 €
PAGINE: 320
LINK AMAZON: http://amzn.to/2inyYW9




TRAMA
Aylena non è una ragazza come le altre. È stata maledetta ed è costretta a convivere con due nature: quella di demone e quella di lupo. Per liberarsi dal maleficio e ritrovare la sua umanità, dovrà così affrontare un viaggio irto di pericoli, attraverso il tempo e le distanze, che la faranno diventare una spietata cacciatrice. Ma tutto cambierà, quando arriva Adrien, un soldato a servizio di un ordine di cacciatori di creature soprannaturali. Sarà lui la chiave che le permetterà di essere finalmente libera, ma sarà anche colui che imbriglierà il suo cuore. Tra battaglie, incantesimi, segreti e cospirazioni Aylena compierà il suo destino, scoprendo però che il prezzo da pagare sarà più alto di quanto avesse mai temuto.
BIOGRAFIA 
Alessia Coppola è una scrittrice, blogger e illustratrice pugliese.
Dopo aver frequentato il liceo artistico, ha proseguito gli studi presso la Facoltà di Beni Culturali.
È anche una pittrice, con all’attivo numerose esposizioni. Da qui all’illustrazione (in particolare per l’infanzia) il passo è stato breve. È una freelance con all’attivo numerose collaborazioni. Ha inoltre ampliato gli orizzonti affermandosi anche

come grafica.

Altra grande passione è il canto: ha inciso il suo primo singolo Sognatori nel 2012, arrangiato da Marco Schnabl, fonico dei Duran Duran.
Nel 2014 ha aperto il blog letterario Anima d’Inchiostro e nel 2016 l’omonimo canale Youtube.
Ha iniziato a pubblicare nel 2005 spaziando dalla poesia, alle fiabe, dalla narrativa fantastica a quella contemporanea. Nel 2016 infatti pubblica il primo contemporaneo al femminile Il Filo Rosso per HarperCollins Italia. Nel 2018 Newton Compton Editori pubblicherà un nuovo romanzo.

Review Party: Recensione di “La casa degli scandali” di Victoria Fox

« Dicono che non potrai mai innamorarti come la prima volta. Forse è il cuore che cambia forma e non sa più tornare al suo aspetto originario. Forse sono la novità e l’estraneità dell’esperienza a intensificare le vette del sentimento. Oppure, forse, è l’anima che diventa più saggia. Impara che non vale la pena correre rischi. Impara a ferire e, di conseguenza, a proteggersi. »

La recensione di oggi è dedicata a “La casa degli scandali” di Victoria Fox, edito da Newton Compton Editori e da oggi disponibile alla vendita.
Scorrendo lentamente gli occhi tra le pagine, si entra in contatto con Vivien Lockhart, giovane e tormentata attrice, sposa di un medico italiano e padrona di una casa situata in Toscana. La sua storia s’intreccia con quella di Lucy Whittaker, la nuova domestica del Castello Barbarossa, dove Vivien è reclusa da anni. 
Sarà Lucy a fare chiarezza sui misteri legati alla famiglia che serve, scoprendo quanti scheletri e orrori possono esistere rinchiusi tra quelle antiche mura.
L’inquietudine che il libro trasmette è data dalla maestria con cui la scrittrice è riuscita a scrivere la sua storia. Fin da subito si viene immersi in un’atmosfera di gelo e tensione, andare al di là della paura di girare pagina implica l’affondare sempre più nei segreti del castello.
La Hollywood degli anni ’70 s’intreccia alla Londra dei giorni nostri verso la meta italiana, come se non ci fossero alternative, come se fosse impossibile impedire a due cammini di correre paralleli all’infinito.
I personaggi sono avvolti da un velo paranormale che infonde il dubbio nel lettore su cosa sia reale e cosa no, se tutto sia vero o piuttosto frutto della fantasia. Questo è dato anche dall’incipit del sogno, luogo al confine tra verità e finzione. Solo con l’epilogo si può smettere di trattenere il respiro, risvegliarsi dall’incanto della lettura e tornare alla quotidianità.
Ringrazio la casa editrice per questo evento.

Review Party: Recensione di “La pergamena perduta” di Lorenzo De’ Medici

« In quel momento, comprese molte cose. Comprese che quel dolore era sempre stato presente e che non l’avrebbe mai abbandonato. Comprese che se non l’avesse affrontato in qualche modo, sarebbe diventato l’incubo della sua vita. »

Il review party di oggi riguarda “La pergamena perduta” di Lorenzo De’ Medici, edito da Newton Compton e disponibile all’acquisto da oggi. Seguite il link ad Amazon.
I blog che propongono la loro recensione sono i seguenti:
The Mad Otter
La storia presenta a chi la studia una schiera di personaggi determinanti per l’evoluzione del mondo. Ma anche nel singolo, e senza raggiungere la notorietà, si può contribuire al cambiamento.
Questo è il racconto di anime comuni ma differenti, sconosciute, divise dalle epoche in cui hanno vissuto ma unite da un mistero mortale, più famoso e bramato di loro. Se l’eterna giovinezza sia un mito o meno non potremo saperlo con certezza, ma se non fosse una fantasia, di certo dovrebbe essere definita una maledizione.
Non ci si rende mai conto di quanto rincorrere un sogno implichi irrimediabilmente alla rinuncia di qualcos’altro. Quando si agisce ci sono delle conseguenze, anche per il più piccolo e innocente proposito.
Come quello del giovane Yagurum, che nel 1330 a.C. cura la ferita di un misterioso guerriero utilizzando un unguento dalle proprietà straordinarie. Yagurum sa che deve distruggerne la conoscenza, ma al tempo stesso sente il bisogno di tramandarla a chi lo succederà.
Da qui, i salti temporali, dai giorni nostri al lontano passato. Rincorrendo il viaggio della pergamena tra i destini dei protagonisti.
Fin da subito, lo scrittore è in grado di immergere il lettore nella storia da lui creata. I personaggi sono ben definiti e distinguibili, c’è chi si fa capire meglio degli altri, coinvolgendo maggiormente. Ma tutti danno un apporto importante alla storia, senza cui l’epilogo sarebbe stato differente.
“La pergamena perduta” sa coinvolgere senza troppi giri di parole, arrivando dritto al punto ma accompagnando chi legge tra misteri e intrighi. La soluzione non è immediata, gradualmente i pezzi del puzzle si ordinano, andando ognuno al proprio posto, realizzando un’immagine chiara del cuore del libro.
Consiglio la lettura non solo agli appassionati del genere, ma anche a chi non sa come approcciarsi. Ringrazio la casa editrice per avermi dato la possibilità di leggere questo libro e alle blogger che mi hanno accompagnato in questo evento.