« – Cos’altro poteva essere? Cos’altro fa queste cose? Cos’è che potrebbe farti ciò che è appena successo? — Stava per ammazzarti, Kyle. Tu cosa pensi che fosse?
– Non lo so… per ora mi accontento di questo… del “Non lo so”. Finché non otteniamo altre risposte. »

Se Kirkman ha sfruttato gli zombie per mostrare al mondo le bassezze e la crudeltà dell’uomo, in Outcast sono le possessioni demoniache il collante di tutto; il mistero nascosto dietro questi fenomeni, l’efficacia degli esorcismi sono tutti elementi che rendono l’atmosfera realmente spaventosa e angosciante. Il tutto gettato in un apparentemente tranquillo paesino del West Virginia.

Ma è proprio in una delle rare occasioni in cui la sorella riesce a trascinarlo fuori che Kyle incontra il reverendo Anderson che gli chiede aiuto per salvare l’anima di Joshua Austin, un ragazzino del posto. Kyle è titubante, ma sa che è l’unico che può fare realmente qualcosa. E il passato, irrimediabilmente, riaffiora.

Le premesse per un buon prodotto ci sono tutte, ma è necessario aspettare un ulteriore sviluppo per avere un quadro chiaro della situazione. In ogni caso, questo primo volume attira il lettore e lo invoglia a sapere e risolvere gli enigmi che ruotano attorno a Kyle Barnes.
Il contributo dato dall’abilità di Azaceta nel realizzare lo scenario ideato da Kirkman, porta ala conclusione che questo sia un duo vincente, pronto a stupire ancora e ancora gli appassionati di horror e sovrannaturale.