
Le storie legate ad Arkady Renko sono note e molto apprezzate. Mea culpa, questo è il primo libro di Martin Cruz Smith che leggo, ma non ho potuto fare a meno di innamorarmi del suo stile e del suo magnetico personaggio. “L’enigma siberiano” è un thriller avvincente, che può essere seguito (ve lo posso assicurare) anche senza aver letto i libri precedenti. Questo è il lato positivo di certe storie, che anche se molto lunghe di fatto sono suddivise in episodi che hanno un proprio inizio e una fine a sé stante.
In quest’opera il lettore si trova a esplorare le gelide terre siberiane, composte dalla natura rigogliosa che ingloba a sé animali selvaggi, che camminano tra gli arbusti o nuotano nelle profondità dei laghi. Un luogo così diverso da quelli che siamo abituati a vedere da risultare affascinante nonostante gli oggettivi pericoli in cui ci si può imbattere. Pericoli che ci ritroviamo semplicemente a visualizzare attraverso gli occhi di Renko, che con ingegno e intelligenza affronta gli ostacoli verso la salvezza di Tatiana.
L’autore è un abile orchestratore che riesce fin da subito a rendere la tensione palpabile. Le informazioni vengono centellinate di capitolo in capitolo, rendendo il ritmo serrato e la curiosità del lettore sempre più crescente. Sono davvero felice di aver conosciuto questo talentuoso scrittore, che ha saputo soddisfarmi e conquistarmi. Seguirò ancora le avventure di Renko, ovunque il destino deciderà di condurlo.